Mafia: operazione Opuntia, sette arresti nell'Agrigentino

In cella vertici e affiliati della famiglia mafiosa di Menfi

   I Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei vertici e degli affiliati della famiglia mafiosa di Menfi.
Il blitz, ordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo con il nome in codice 'Operazione Opuntia', è stato eseguito da 100 militari con l'ausilio di unità cinofile e metal detector per la ricerca di armi.
Gli arrestati sono tutti ritenuti responsabili di appartenere a Cosa Nostra agrigentina e di avere gestito il controllo di attività economiche e di appalti pubblici nella valle del Belice.
Nel corso delle indagini sono stati documentati collegamenti con capi mandamento e capi famiglia di Sciacca e dintorni.
Numerose perquisizioni sono ancora in corso.
   Erano stati già sottoposti a fermo all'inizio di luglio 2016. Erano indiziati di partecipazione ad associazione mafiosa a delinquere di tipo mafioso. A disporre il fermo, allora, fu la Dda di Palermo. Fu quello l'esordio dell'operazione antimafia "Opuntia". Stanotte, dopo che le indagini sono proseguite - con il coordinamento dei sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia: Alessia Sinatra e Claudio Camilleri - sono arrivate le ordinanze di custodia cautelare in carcere. Ordinanze che sono state notificate a Cosimo e Giuseppe Alesi, rispettivamente di 52 e 47 anni; Tommaso Gulotta, 52 anni; Matteo Mistretta di 32 anni; Vito Riggio di 48 anni e Pellegrino Scirica di 62 anni, tutti di Menfi. Ordinanza di custodia cautelare in carcere anche per Domenico Friscia, 53 anni, di Sciacca. Nel luglio del 2016 venne fermato anche Vito Bucceri, inteso "Bucittuni", 44 anni, ritenuto il capo della famiglia mafiosa di Menfi. Bucceri, poco dopo, ha iniziato a collaborare con la giustizia.   

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