Mafia: Dia sequestra 7 mln a clan Nardo

Sigilli a conti correnti e a cinque società del Siracusano

(ANSA) - PALERMO, 22 FEB - Personale della Direzione investigativa antimafia di Catania, diretto da Renato Panvino, ha sequestrato beni emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Siracusa su proposta avanzata dalla Procura distrettuale antimafia etnea, diretta da Michelangelo Patané, nei confronti di soggetto ritenuto contiguo all'organizzazione mafiosa 'Nardo' egemone nella provincia di Siracusa.
    Il Tribunale ha disposto il sequestro dei beni per un valore di circa 7 milioni di euro, consistenti in cinque società operanti nel settore della progettazione, costruzione e montaggio di carpenteria metallica e della produzione di energia elettrica da fonte solare e una società attiva nel settore delle corse dei cavalli, nonché una lussuosa villa, terreni e rapporti finanziari.
    
     Il destinatario del sequestro eseguito dalla Dia di Catania è l'imprenditore Fabio Manservigi, 44 anni, ritenuto contiguo all'organizzazione mafiosa Nardo, egemone nella provincia di Siracusa. Il suo ruolo è stato delineato anche dal 'pentito' Fabrizio Blandino ed era emerso in due inchieste antimafia: 'Morsa2', dei carabinieri di Siracusa, dalla quale è derivata l'ulteriore indagine 'Nostradamus' che ha contribuito allo scioglimento del Comune di Augusta.  Secondo l'accusa, Manservigi sarebbe stato legato a Blandino, ex consigliere del Comune di Augusta, affiliato alla cosca mafiosa dei Nardo nonché referente del clan nel territorio megarese. Anche altri tre collaboratori di giustizia - Sebastiano Sampugnaro, Vincenzo Piazza e Sebastiano Gigliuto - collegano la sua vicinanza al clan alla sua ascesa economica: da dipendente di un'impresa di raccolta di rifiuti solidi urbani a imprenditore nel settore edile, aggiudicatario di commesse, e nel settore delle energie rinnovabili, specie del fotovoltaico. Proprio nel settore delle energie alternative ad Augusta l'indagato si sarebbe inserito a pieno titolo con la costituzione, nel novembre del 2009, della società FaMec.   (ANSA).

   

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