Fiamme nell'Oristanese, evacuato resort

Ancora attivo rogo a Bosa, inviati quattro Canadair

Dal fuoco alla pioggia. A 24 ore dall'inferno che ha devastato centinaia di ettari a Bosa e Arborea, costringendo all'evacuazione circa 300 persone, la maggior parte turisti tedeschi di un resort, la Sardegna fa i conti con una ondata di maltempo. È stata infatti prorogata l'allerta gialla (ordinaria) della Protezione civile regionale per rischio idrogeologico a causa di forti temporali. Le zone interessate sono Iglesiente, Campidano, Montevecchio-Pischilappiu, Flumendosa-Flumineddu, Tirso e Logudoro.

VINTA LA BATTAGLIA CONTRO IL FUOCO - Una notte di inferno e di paura. Con due incendi che, fuori tempo massimo (di solito in Sardegna sono una piaga estiva), hanno colpito la costa occidentale dell'isola. Vasti roghi, quasi sicuramente dolosi, che hanno devastato centinaia di ettari di macchia mediterranea nella zona di Bosa. Fronte meno esteso ad Arborea, ma le fiamme hanno messo in fuga circa i circa 200 turisti, quasi tutti tedeschi, del resort di Arborea, l'Horse Country. Ma il conto delle persone costrette in fretta e furia a mettersi al riparo è molto più alto: in 240 - oltre i vacanzieri anche molti residenti della zona - hanno trascorso la notte nella palestra comunale di Arborea.

Tre i fronti del fuoco - sulle strade provinciali 18, 22 e 24, chiuse al traffico - che hanno impegnato per tutta la notte i Vigili del fuoco e gli uomini del Corpo forestale regionale. All'alba sono arrivati sul posto anche i Canadair. "Ci sono stati momenti in cui abbiamo temuto il peggio", ha detto il prefetto di Oristano Gennaro Capo spiegando che le fiamme sono arrivate a poche decine di metri dal resort affollato di turisti. Ed è proprio dalla hall dell'albergo che è stata coordinata e vinta la battaglia contro il fuoco, coordinata dalla Prefettura e dal Centro operativo comunale, e combattuta anche da allevatori e agricoltori che si sono mobilitati con i loro trattori e autobotti fornendo un contributo importante al controllo delle fiamme.

Presente ad Arborea anche l'assessore regionale della Difesa dell'Ambiente Gianni Lampis, che ha riconosciuto la necessità manifestata anche dal prefetto di rivedere il calendario della stagione antincendio estendendolo, se necessario, per l'intero anno. "Nonostante l'ora notturna di propagazione degli incendi - ha detto l'assessore - la risposta è stata efficace e immediata con uomini e mezzi presenti sul campo". Notte caldissima anche a Bosa, con 250 ettari di campagne andate in fumo sulla provinciale 49 per Alghero, chiusa subito al traffico è riaperta solo in mattinata.

Altri 30 ettari sono stati interessati dalle fiamme sulla Statale 129, all'altezza di Monte Furru e ulteriori ettari sono stati aggrediti dall'incendio a Monte Contra. Un rogo che si è fatto largo lontano dal centro abitato anche se, per maggiore sicurezza, è stato necessario far allontanare dalle proprie abitazioni una quarantina di residenti. Indagini già avviate. Non ci sono ancora certezze, ma il fatto che incendi siano partiti quasi contemporaneamente da posti diversi, fa propendere per la possibilità che dietro ci sia la mano dell'uomo. Aiutata, questo è sicuro, dal forte vento di scirocco con punte di 70 chilometri all'ora.

Conta dei danni ancora da quantificare: edifici salvi, ma sono stati distrutti centinaia, forse un migliaio di ettari, di boschi, pascoli e macchia mediterranea. Sos a Roma dal deputato di Fi, Pietro Pittalis: "E' evidente che non ci troviamo di fronte ad episodi dovuti al caso, ma riconducibili ad atti di natura criminale. Per questo invitiamo il ministro dell'Interno Lamorgese a monitorare la situazione, anche attivando un'opportuna attività di intelligence"

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