Dighe: pronta mobilitazione sindacati

"Assessore non ci riceve, a rischio posti lavoro e risorse"

 I sindacati dei lavoratori del settore elettrico sono pronti alla mobilitazione, se non avranno risposte dalla Giunta regionale - in particolare dall'assessore dei Lavori Pubblici, sul futuro occupazione di circa 100 operatori diretti e altrettanti dell'indotto che operano nei tre invasi idroelettrici sardi oggi gestite da Enel e che la Regione ha trasferito, con una delibera, all'Enas dall'1 gennaio 2019. I delegati sindacali hanno manifestato davanti ai cancelli di Villa Devoto per sollecitare un incontro con l'Esecutivo che non è arrivato neppure oggi: "non ci hanno ricevuto e il silenzio dell'assessore Balzarini è un atto di disprezzo verso i lavoratori".

"Per la prima volta nelle relazioni con la Regione, la Giunta ci ha lasciato fuori dalla porta - attacca il segretario regionale Flaei Cisl, Mario Marras - non ci ha nemmeno accolto per dirci cosa persa del futuro dei lavoratori e del sistema elettrico sardo".  "Dai segnali che abbiamo - spiega Pierluigi Loi segretario regionale della Uiltec Uil - non c'è nessuna idea chiara di come gestire questo sistema. Alcune centrali, in particolare quella del Taloro, sono essenziali per la tenuta del sistema elettrico regionale, tant'è che funzionano da black start in caso di black-out completo. La Regione non ha un sistema di gestione di queste cose e non si capisce quale sia il piano industriale. Ci sta venendo il dubbio che sia solo una partita fine a se stessa da parte di una parte politica che sostiene questa giunta".

Per Alberto Piras segretario regionale della Filctem Cgil "non è dignitoso che un assessore ai lavori pubblici non riceva una delegazione dei rappresentanti dei lavoratori. Questa operazione non coinvolge solo quelli diretti e indiretti dei tre bacini ma anche le comunità dell'area. Il trasferimento degli impianti all'Enas causerebbe infatti il mancato versamento ai Comuni interessati di circa 4 milioni di imposte locali (Imu)".
   

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