Periferie: sindaci, restituiamo fasce

Tregua armata col governo. Decreto salva-fondi non passa

Sui fondi per le periferie i sindaci sardi sono fiduciosi ma non si illudono. L'impegno preso dal premier Conte con il presidente dell'Anci Decaro di sbloccarli con decreto entro una settimana è una buona notizia, ma per il momento è tregua armata tra Comuni e Governo. "Il 19 settembre c'è il direttivo dell'Anci ma se qui non si batte chiodo siamo pronti a consegnare le fasce al presidente della Repubblica Mattarella - ha dichiarato all'ANSA il sindaco di Sassari Nicola Sanna -. Certo, il vertice a Palazzo Chigi con Decaro rappresenta un passaggio molto positivo, finalmente il presidente del Consiglio si è reso conto dell'errore compiuto e si è aperta una breccia di volontà politica". Tuttavia, sottolinea Sanna, "sarebbe stato meglio se il passo indietro fosse stato fatto adesso, perché questo avrebbe messo in sicurezza procedimenti già avviati".
    Iter che riguardano i progetti a cui sono destinati i 16 milioni previsti dal bando periferie per la seconda città della Sardegna. "Complessivamente sono 22, di cui 14 già operativi", chiarisce il sindaco. Gli interventi riguardano l'adeguamento di strade e marciapiedi, la conversione di due strutture scolastiche attualmente occupate da abusivi in case popolari, la mobilità sostenibile e la creazione di orti urbani. Nel caso di Nuoro, l'altro comune sardo a rischio 'scippo', i milioni a disposizione sarebbero 18. E il sindaco Andrea Soddu fa sapere che se l'accordo del governo con l'Anci sarà rispettato, "non solo le nostre periferie avranno le risorse che gli spettano, ma questo vorrà dire anche che la battaglia unitaria intrapresa dai sindaci ha dato i suoi frutti". Per Nuoro, precisa il primo cittadino, "queste risorse sono ossigeno puro e consentiranno di dare valore e dignità alle nostre zone più disagiate".

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