Annata eccezionale per funghi,ma Farwest

Manca una legge che regola il settore, unica regione in Italia

di Maria Grazia Marilotti

E' un'annata eccezionale per i funghi in Sardegna. Le piogge ripetute e il caldo umido hanno creato la situazione ideale. Porcini e ovuli abbondano e la particolarità di questa stagione è che sono venuti fuori anche tante altre specie importanti della stessa famiglia, come Boletus legaliae, Boletus rhodopurpureus, solitamente più rare. Abbondantissimi anche gli Hebeloma, le Amanita e le Russula. Una stagione, però in chiaroscuro. "C'è da esultare ma purtroppo ancora una volta solo a metà.

La Sardegna, unica in Italia, non si è ancora dotata di una legge che ne regoli la raccolta - commenta Renato Brotzu, micologo noto a livello nazionale - un vuoto normativo ingiustificato e che non ci fa fare bella figura". Parla di una stagione 2018 eccezionale l'esperto, per quantità, qualità e ricchezza di biodiversità. "Ma qui è il Far West e tanto ben di Dio è preda di raccoglitori inesperti che saccheggiano i boschi in spregio alle norme di etica ambientale e di elementare educazione, senza sapere che cosa vanno a raccogliere, se sono commestibili o velenosi", spiega all'ANSA Brotzu, chiamato dalla commissione regionale Agricoltura e Ambiente a dare il suo contributo alla stesura della legge, che è stata portata in Aula per la discussione.

"La legge però - osserva - stenta a decollare, forse viene considerata impopolare. Ma si dovrebbero ascoltare tutti quei sindaci che hanno emanato ordinanze sulla regolamentazione della raccolta cercando di difendere il loro territorio. Quelle ordinanze sono illegittime ma rappresentano un chiaro segnale di insofferenza per la mancanza di una norma regionale", ribadisce il micologo. L'abbondanza di pioggia ha risvegliato la parte vegetativa dei funghi e si preannuncia una ottima stagione autunnale.

I funghi sono usciti prima nelle zone di montagna, Desulo, Tonara e Fonni, e ora stanno esplodendo anche nelle aree più collinari, comprese Gallura e Nuorese, dove la produzione sta aumentando ed è ottima. Ma anche in Ogliastra, Monte Arci, Sette Fratelli e Is Cannoneris, nel sud Sardegna, per fare degli esempi. "Tuttavia - avverte Brotzu - non si può andar per funghi senza essere formati sennò si rischia di far danni all'ecosistema, tra l'altro i funghi velenosi nel bosco svolgono la stessa funzione di quelli commestibili, vivendo in simbiosi e nelle altre modalità di nutrizione con le piante, quindi vanno rispettati".

C' è chi attua la raccolta consapevole ma a detta del micologo se ne vedono anche di tutti i colori: invasione dei boschi, animali spaventati, cancelli e muretti a secco abbattuti per entrare nelle proprietà private con i conflitti sociali che ne derivano. "E non ci sono limitazioni al prelievo come avviene invece in tutte le altre regioni - sottolinea ancora Brutzu - è una corsa sfrenata a riempire cassette e cofani delle auto da esibire poi agli amici o sui social: un vezzo sgradevole, con la beffa che tanto prodotto finisce nei cassonetti dell'umido. L'anarchia è totale. È ora di porre rimedio, ce lo chiede la natura".

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