Doping: Tna respinge ricorsi per J.Pedro

Brasiliano tornerà a disposizione del Cagliari da metà settembre

Un abbraccio collettivo da parte dei compagni subito dopo l'arrivo dell'attesa notizia da Roma: condanna di primo grado confermata in appello per Joao Pedro, trovato positivo a un diuretico proibito lo scorso campionato dopo la gara con il Sassuolo. Sei mesi, quasi completamente scontati perché il giocatore era stato fermato subito a marzo in attesa del processo: la data di fine squalifica è fissata per il 16 settembre. Ma già da ora il brasiliano può allenarsi con i compagni in vista della gara con il Milan, la prima dopo i sei mesi previsti dalla sanzione. Per lui la fine di un incubo: la Procura ha insistito in appello su quattro anni di squalifica.

Mentre i legali hanno ribadito l' assoluzione totale. L'accusa insomma riteneva che quella sostanza, l'idroclorotiazide, il diuretico trovato durante i controlli del dopo partita, meritasse una punizione molto severa. Il giocatore invece - sin dalla prima drammatica conferenza stampa post squalifica, una condanna pesante avrebbe significato per lui lo stop alla carriera - aveva sostenuto la tesi della contaminazione accidentale. Joao Pedro - questa il resoconto del trequartista rossoblù - si era rivolto a un medico brasiliano per assumere dei normali integratori. E in quell'occasione sarebbe nato il pasticcio poi rilevato durante i controlli antidoping.

Da qui la sospensioni per sessanta giorni. E nel frattempo era arrivata la richiesta della Procura: quattro anni. Il giocatore, dopo due mesi e in attesa dell'udienza, era riuscito anche a rimettere il piede in campo per un finale di partita, contro la Fiorentina. Poi la prima sentenza: sei mesi di squalifica. Sospiro di sollievo, ma niente allenamento e ritiro con i compagni: Joao Pedro quest'estate si è allenato da solo a Cagliari nei campi del Cus. Con la spada di Damocle del ricorso della Procura.

Mercoledì si è svolta l'udienza in appello. E sono stati giorni di terribile attesa. Per la società. Ma soprattutto per il giocatore. Questa mattina il verdetto del giudice: condanna confermata, ma carriera salvata. E Joao Pedro ora può ricominciare a correre con i compagni e a combattere per un posto in squadra.

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