Rafael, il Cagliari potrà fare bene

Portiere al quarto anno in rossoblù 'c'è la mentalità giusta'

Quarta stagione in rossoblù per Rafael. Trentasei anni, il più "anziano" della compagnia da quando non c'è più Cossu. Ma per un portiere, si dice, bisogna calcolare sette anni in meno. Lui ha sempre lo stesso spirito: pronto a fare il suo in campo. Ma anche a fare spogliatoio e a tranquillizzare chi sta tra i pali.

"Mi sento utile - ha spiegato in conferenza stampa dal ritiro di Pejo - alla fine quello che conta è creare un bel gruppo. L'età non importa. Mi piace dare il mio contributo per cercare di coinvolgere tutti verso un obiettivo comune. Devo sempre dimostrare qualcosa: lavorare duramente, arrivare prima degli altri al campo, non prendere tutto per scontato. Soprattutto non sentirsi arrivati, cercare di migliorare".

Buoni segnali. "Ho percepito che i ragazzi hanno la mentalità giusta - dice - come deve essere sempre. Sarà un anno difficile, la Serie A è un campionato tosto: si può vincere ma anche perdere contro tutti. Bisogna impegnarsi tanto ogni giorno e farsi trovare pronti". Nuovo mister, nuovi metodi. "Filmiamo gli allenamenti - ha spiegato - e ci rivediamo in serata per correggere eventuali errori: stiamo lavorando in questo modo con lo staff del mister Maran, sfruttando i benefici della tecnologia. Un consiglio per i giovani? Impegnarsi al massimo, la Serie A è un treno che non passa tutti i giorni, bisogna salirci al momento giusto".

I portieri? "Ciascuno di noi in allenamento dà il massimo - ha chiarito - poi l'allenatore fa le sue scelte. Sicuramente chi non giocherà darà il cento per cento di sostegno a chi andrà in campo. Cerchiamo di aiutarci tutti. Stiamo lavorando su diversi aspetti, anche sulla gestione della palla, un dettaglio che per un portiere sta assumendo sempre maggiore importanza ed è fondamentale curare al meglio".

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