Dettori, una toga su podio d'orchestra

Procuratore dirigerà "Requiem" per urna Giovanni XXIII a Bergamo

di Fabrizio Fois

Dalle fredde aule del palazzo di giustizia alle calorose sale dei teatri: ripiegata la toga, il magistrato Gianluigi Dettori indossa il frac per salire sul podio e dirigere le orchestre in giro per l'Italia e per l'Europa. Quasi una seconda vita che porta avanti con passione quando torna a casa la sera, nei fine settimana e nei periodi di ferie. Anche quando rientra a Cagliari, dove da ragazzo dirigeva un coro polifonico. Il magistrato-maestro ha 47 anni e ora, dopo l'incarico di capo reggente a Tempio Pausania, è in forze alla Procura di Bergamo dove si occupa di reati sessuali. E' stata la sua prima destinazione. Artisticamente ha iniziato la sua formazione al Conservatorio di Cagliari, proseguendola di recente nel corso di direzione d'orchestra del Maestro Marco Boni all'Accademia Internazionale di Imola. Da ragazzo aveva intrapreso la carriera nelle aule di giustizia e aveva abbandonato l'idea di proseguire negli studi musicali nonostante la consapevolezza di essere un "musicista dentro".

Poi nel 2012 ha conosciuto il Maestro Bruno Santori, all'epoca direttore artistico dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo. "Incuriosito da questa mia passione messa nel cassetto, mi ha portato ad assistere ad una prova d'orchestra all'accademia musicale Chigiana a Siena - racconta Dettori all'ANSA - istintivamente ho fatto due o tre commenti tecnici su come l'orchestra eseguiva il brano: il maestro Santori, mi ha raccontato dopo, è rimasto colpito dalla pertinenza dei commenti e mi ha esortato e persuaso a riprendere gli studi". Il debutto ufficiale è stato con l'orchestra sinfonica di Asti a Bergamo nel concerto per i festeggiamenti di fine anno del Liceo Aeronautico. Da allora tanti impegni e ora il 19 maggio dirigerà orchestra, coro e quattro solisti nella Messa da Requiem di Giuseppe Verdi in vista della Peregrinatio dell'urna con la salma del Santo Papa Giovanni XXIII da Roma a Bergamo, (24 maggio-10 giugno).

"Per me la musica è una dimensione dell'anima ed è impossibile separare la musica dal musicista - spiega - Come si concilia la magistratura con la direzione d'orchestra? Entrambe richiedono molta precisione, studio e sono governate dal ragionamento sillogistico. Ma sono anche molto diverse: il diritto è una scienza abbastanza arida, tanto più quello penale. La musica è una cosa intima". Una sorta di contrappasso. E se dovesse scegliere tra le due discipline? Nessun dubbio: la musica. "Mi dimetterei oggi stesso dalla magistratura se avessi una prospettiva lavorativa seria e di carriera. Sia chiaro: adoro il mio lavoro di magistrato, ma non è una dimensione dell'anima". Così, per ora si accontenterebbe di fare carriera nei piccoli teatri di provincia, "con la gente che canta il Va' pensiero. Perché la musica è un'operazione culturale, popolare, non può essere solo per raffinati salottieri".
   

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