Fabbrica Alcoa Portovesme a Sider Alloys

Calenda, inizio di un processo e non conclusione

E' stato firmato al Mise l'accordo per la cessione dello stabilimento di Portovesme (ex Alcoa) da Invitalia al gruppo svizzero Sider Alloys. "Oggi non è una conclusione ma l'inizio di un processo e come ho detto chiaramente ai lavoratori di Alcoa, si festeggerà quando uscirà il primo lingotto di alluminio fino ad allora c’è solo da lavorare", ha detto il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.


La cessione dello stabilimento è avvenuta in seguito a una doppia firma. La prima per il passaggio da Alcoa e Invitalia e la seconda da Invitalia a Sider Alloys. Al ministero dello Sviluppo economico erano presenti infatti anche Domenico Arcuri ad Invitalia, Giuseppe Mannina ad di Sider Alloys e il governatore della regione Sardagna Francesco Pigliaru.

"Per noi la vicenda Alcoa è simbolica, oltre che concreta, perché la sua crisi nasce dall'idea che determinate produzioni in Occidente - e in particolare in Italia - non si potessero più fare", ha aggiunto Calenda sottolineando che si tratta di una cosa "che non condividiamo", visto che l'Italia "è importatrice di alluminio e per noi è importante aver dato una prospettiva ad azienda e operai".

IPOTESI QUOTE PER INVITALIA E LAVORATORI - L'obiettivo del governo "è quello di rimettere il Sulcis in condizione di fare il ciclo completo dell'alluminio". Ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, a seguito della firma dell'accordo sulla cessione dello stabilimento ex Alcoa.

In questo senso, "Invitalia sta avendo un ruolo sempre più importante, perciò ho chiesto loro di verificare una possibile partecipazione nell'azionariato della nuova società che gestirà l'impianto ex Alcoa per rafforzare e dare spalle al nuovo investitore", ha continuato Calenda aggiungendo che ha chiesto anche "di pensare se è plausibile - d'accordo con l'investitore - avere una quota della società riservata ai lavoratori che hanno combattuto per tenere l'impianto aperto".

INVESTIMENTO DA 135 MILIONI - La storia della crisi dell'Alcoa di Portovesme "è lunga e molto complessa anche dal punto di vista industriale ed energetico, se oggi siamo in grado di dare una prospettiva a questo stabilimento è anche grazie all'approvazione della legge sulle imprese energivore". Così il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, a seguito della firma della cessione dello stabilimento da Alcoa a Sider Alloys specificando che, sulla situazione dello stabilimento "ci sarà un investimento complessivo di 135 milioni di euro per il revamping e la modernizzazione degli impianti, un investimento molto significativo che darà capacità produttiva".

Oggi l'Italia, "importa alluminio con un sovrapprezzo perché esistono anche i dazi. Ecco perché il fatto che lo stabilimento ex Alcoa funzioni è molto importante per la competitività del sistema italiano nel suo insieme, questo sforzo è stato fatto anche da Alcoa che ha tenuto un atteggiamento collaborativo e responsabile. Anche con la regione Sardegna abbiamo lavorato sempre in modalità molto costruttiva", ha concluso Calenda.

INVITALIA, PRESTO LAVOREREMO A NUOVE FORME INTERVENTO - Sulla cessione dello stabilimento Alcoa di Portovesme a Sider Alloys "in questo momento siamo molto contenti per i 500 lavoratori che dal 2009 aspettavano questo momento". Così l'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, a margine della firma dell'accordo aggiungendo "siamo contenti di aver lavorato molto, di aver sopportato molte fatiche e superato molte curve". Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, "ha chiesto un nostro ulteriore approfondimento per assicurare i lavoratori, non solo sulla tenuta prospettica di questo investimento, anche ricorrendo a nuove forme di intervento di Invitalia per la patrimonializzazione delle aziende in transizione, lavoreremo nelle prossime settimane affinché questo possa accadere", ha concluso Arcuri.

PIGLIARU, GRANDISSIMO LAVORO - Per la cessione dello stabilimento di Portovesme da Alcoa a Sider Alloys "è stato fatto un grandissimo lavoro, a decidere di far ripartire un impianto è un imprenditore e non il governo o la regione". Così il presidente della regione Sardegna, Francesco Pigliaru a seguito della firma dell'accordo al Mise aggiungendo "non smetto di ringraziare Calenda e il ministero, il lavoro è stato fatto egregiamente contro demagogismi e soluzioni facili, anni di lavoro servono per risolvere crisi complesse".

Oggi "siamo qui per dare il benvenuto a Sider Alloys, la regione c'è, c'è stata e ci sarà. Siamo determinati e le motivazioni ce le danno i lavoratori e le persone del territorio che in questi tre anni hanno sperato, affidandosi a chi ha cercato una soluzione. Ci rimbocchiamo le maniche e continuiamo a lavorare", ha concluso Pigliaru. "Il significato di questa firma? Diciamo che abbiamo rimesso un po' in fila le cose: dove tre anni fa c'era solo disperazione, oggi c'è fortissima speranza - ha aggiunto Pigliaru durante la conferenza stampa con il ministro Calenda - Far ripartire una produzione importantissima per la Sardegna ma anche per l'intera Italia vuol dire salvare centinaia di posti di lavoro che tre anni fa sembravano assolutamente persi e che invece oggi possiamo pensare a buon diritto di riportare nella produzione dell'alluminio".

"Agli operai diciamo che abbiamo lavorato per loro, ispirati dalla loro determinazione a far ripartire la produzione, dalla loro convinzione che quei posti di lavoro, in un territorio in cui la disoccupazione è altissima, si potevano recuperare, e con loro tutta la capacità di produrre - ha proseguito - E a Sider Alloys diamo il benvenuto in Sardegna, dandoci appuntamento in tempi brevissimi perché c'è molto da fare. Capisco la fretta dei lavoratori ma anche quella dell'impresa, perché questo è un buon momento nel mercato, vuol dire portare subito a redditività un impianto che è stato per troppi anni chiuso".

FIM-CISL, BUONA NOTIZIA PER LAVORATORI E PAESE - Sulla cessione dello stabilimento Alcoa di Portovesme a Sider Alloys "non abbiamo mai lasciato soli i lavoratori e fin dall'inizio non abbiamo permesso che la disperazione prendesse il posto della speranza e portasse alla rassegnazione anche quando tutto sembrava finito". Così si legge in una nota della Fim Cisl in cui il segretario Marco Bentivogli aggiunge: "i lavoratori dell'ex Alcoa di Portovesme hanno dato un esempio al paese intero di solidarietà e tenacia, ci abbiamo creduto e abbiamo costruito e ricercato insieme una soluzione industriale per il rilancio del sito".

Dopo 5 anni da quel 2012, anno in cui venne spenta l'ultima cella elettrolitica, "manifestazioni e lotte, finalmente una buona notizia per i lavoratori e le famiglie di Portovesme", continua la nota spiegando che con la cessione di oggi "si apre un nuovo ciclo per il sito industriale sardo, che è bene ricordare è l'unico in Italia per la produzione di alluminio primario".

Il Piano illustrato oggi - continua la Fim-Cisl - conta su 135-145 milioni di investimenti con il sostegno dell'accordo di programma firmato lo scorso 22 dicembre e che a regime una volta riavviati gli impianti (un'operazione "estremamente complessa che dovrebbe richiedere diversi mesi) prevede "la produzione di 150 mila tonnellate di alluminio l'anno". Ora "bisognerà completare l'intero puzzle con le ultime tessere che mancano, aprire subito il negoziato con Sider Alloys su piano industriale e occupazionale e affrontare tutti gli altri aspetti ancora aperti", conclude la nota.

FIOM-CGIL, FIRMA POSITIVA ORA CONFRONTO SU PIANO - La firma di oggi, al ministero dello Sviluppo economico, per la cessione dello stabilimento di Portovesme a Sider Alloys attraverso Invitalia "è positiva, ora subito un confronto per conoscere nei dettagli il piano industriale, sia per quanto riguarda gli investimenti previsti, sia per i tempi che porteranno al riavvio dello smelter di Portovesme, così come per i livelli occupazionali dei lavoratori diretti e del sistema degli appalti".

Così si legge nella nota diffusa dalla Fiom Cigil in cui si spiega che la ripartenza della fabbrica di alluminio primario "dovrà essere il volano per il rilancio industriale del Sulcis Iglesiente, con conseguente rilancio anche della centrale Enel". Questa operazione, "resa possibile dalla tenacia dei lavoratori che oggi, come dal primo giorno della vertenza, presidiano lo stabilimento, deve dare la possibilità di rioccupazione a tutti i lavoratori, con tempi e modalità che saranno stabiliti dal confronto, che da settimane come Fiom stiamo sollecitando", continua la nota concludendo che "rimane da affrontare il tema degli ammortizzatori sociali per l'area di crisi complessa, oramai in scadenza per oltre 500 lavoratori il prossimo giugno e che ha bisogno di una continuità per accompagnare il processo di riavvio della produzione di alluminio nel Sulcis".

PD, INIZIA CONTO ALLA ROVESCIA PER RIAVVIO - Il Pd sardo esprime soddisfazione per la firma dell'accordo che sancisce la cessione dello stabilimento Alcoa di Portovesme alla svizzera Sider Alloys. "Quello di oggi è l'inizio di un nuovo percorso per lo smelter - ha detto il senatore Silvio Lai - e da ora può iniziare il conto alla rovescia per il riavvio della produzione". Di certo, ha aggiunto, "non possiamo non ringraziare chi si è impegnato per questo risultato che è il frutto del lavoro sinergico di governo e regione Sardegna".

In particolare, ha commentato il segretario regionale del Pd, Giuseppe Luigi Cucca, "grazie al ministro Calenda e al presidente Pigliaru per aver creduto in un'impresa quasi impossibile, e grazie ai tanti lavoratori che hanno lottato per vedersi riconosciuti i loro diritti". Secondo Cucca, inoltre, "la ripresa della produzione negli stabilimenti ex Alcoa è un'altra delle grandi cose fatte dal Partito Democratico, che si aggiunge alle tante azioni realizzate in questi anni alla guida del Paese e della Regione".

"La firma di oggi al Mise - sottolinea il capogruppo in Consiglio regionale, Pietro Cocco - segna con forza un ulteriore passo avanti per la ripresa produttiva di alluminio in Sardegna, ora bisogna continuare a tenere alta l'attenzione perché il risultato sarà pienamente raggiunto solo quando vedremo lo stabilimento in produzione". Da oggi, osserva il segretario Pd di Carbonia-Iglesias, "si cambia rotta e si guarda al futuro industriale con una nuova prospettiva in uno scenario che vede il nostro territorio di nuovo protagonista".

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