Arzachena, via comandante vigili urbani

Contestati dal Comune 26 giorni di finte presenze al lavoro

Licenziato senza preavviso il comandante della polizia locale di Arzachena Andrea Becciu, accusato dalla Procura di Tempio Pausania di essersi assentato diverse ore al giorno dall'ufficio per motivi privati, timbrando il cartellino in orari in cui non vi era la presenza dei suoi collaboratori.

Lo ha deciso il dirigente ad interim del settore personale del Comune gallurese con una determinazione pubblicata nell'albo pretorio online. Secondo il dirigente, le assenze di Becciu "sono state accertate in ben 26 giornate, distribuite tra i mesi di agosto, settembre e ottobre 2017 e sommano a oltre 80 ore di lavoro falsamente attestato".

Il caso era scoppiato a metà dicembre 2017 con la notifica dell'obbligo di dimora notificato dalla Guardia di Finanza al comandante della Municipale. L'uomo deve rispondere di truffa aggravata e continuata ai danni del Comune e di una lunga serie di reati contestati dalla Procura che vanno dall'abuso di atti d'ufficio al peculato all'omessa denuncia.

SINDACO, APPLICATA LEGGE MADIA. "Cerchiamo di ricostituire un clima di fiducia e serenità nella nostra amministrazione". Lo ha detto all'ANSA il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, commentando il licenziamento del comandante della polizia locale Andrea Becciu.

"Questo è un provvedimento che segue alla lettera la legge Madia sul pubblico impiego che impone il licenziamento del dipendente pubblico qualora ci siano chiare prove del comportamento illecito sul luogo di lavoro - spiega il sindaco della cittadina gallurese -. Purtroppo questi sono incidenti di percorso che possono capitare, vicende che creano malessere all'interno della struttura comunale e portano pesanti strascichi perché mandano messaggi negativi alla comunità. Oltre al dispiacere si prende atto di quelle che sono le determinazioni dell'ufficio dei provvedimenti disciplinari che si è riunito ieri e ha stabilito il licenziamento di Becciu. Ci auguriamo che certe situazioni non si verifichino più", conclude Ragnedda.

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