Alcoa: ministro Calenda a Portovesme

Ai lavoratori, "festeggeremo quando tutto sarà finito"

"Opporsi alla cultura dei no, la stessa che ha considerato obsolete industrie strategiche che hanno fatto grande questo Paese". E' il motto del ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, ribadito a Portovesme in occasione della firma dell'accordo di programma con Invitalia e Regione Sardegna per l'investimento proposto da Sider Alloys ai fini dell'acquisizione dello stabilimento Alcoa. "Produrre alluminio in Italia è possibile, non farlo significherebbe acquistarlo fuori e pagarlo di più", ha detto il ministro tra gli applausi degli operai davanti ai cancelli della fabbrica.

"La mia visita qui non è per festeggiare - ha precisato subito - questo lo faremo quando tutto sarà finito, gli investimenti fatti e le persone riassunte, oggi sono qui in segno di rispetto nei vostri confronti". Non ha nascosto l'occhio di riguardo per una vertenza "per la quale, appena mi insediai, Matteo Renzi mi chiese la priorità". D'altra parte il coinvolgimento di Invitalia è inedito. Insomma, il primo passo verso il riavvio della produzione è evidente, "anche se rimettere in moto uno smelter è complesso". "Due passaggi ci hanno consentito di essere qui - ha spiegato Domenico Arcuri, ad di Invitalia - la sigla di un protocollo ambientale tra Mise, ministero dell'Ambiente, Regione e consorzio Industriale Alcoa, e la sottoscrizione di una transazione tra Alcoa, l'Autorità dell'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, e la cassa conguagli".

Il primo per interventi di bonifica sulla falda, il secondo per permettere la conclusione del contenzioso che Alcoa aveva con l'Autorità dell'energia. E' di ieri, invece, ha aggiunto l'ad, "il master agreement firmato da noi e Alcoa che determina il trasferimento dello smelter a Invitalia e prelude alla cessione da Invitalia a Sider Alloys". L'investimento complessivo previsto è di circa 140 milioni di euro, con agevolazioni Mise e Regione Sardegna di circa 94 milioni di euro.

L'accordo di programma, e poi? "Manca solo il confronto che inizierà dalla prima settimana di gennaio tra il nuovo investitore e i lavoratori. Da parte nostra, lavoreremo per concludere la valutazione e approvare il contratto di sviluppo; l'impegno è che, entro il 15 febbraio, possa avvenire il trasferimento da Invitalia al nuovo investitore". Festa rinviata, dunque. Per ora c'è solo tempo per una pizza tutti assieme. "Offro io", aveva anticipato in un tweet Carlo Calenda.

Un pasto veloce, perché il ministro aveva preso l'impegno di fare il punto anche sulla vertenza Eurallumina e di far tappa in quello stabilimento a poche centinaia di metri, e poi correre in aeroporto per gli appuntamenti del pomeriggio al Mise. Non prima di aver ringraziato il presidente Pigliaru (e 'bacchettato' Michele Emiliano): "Trovarmi a che fare con un governatore che fa battaglie per tenere aziende aperte invece di fare ricorsi al Tar, è un cambiamento siderale". E di aver salutato come si deve i lavoratori: "E' la giornata più bella da quando sono ministro: siete tosti, avete cuore, e per chi fa il mio lavoro questo è il più grande premio che ci possa essere".

LA SODDISFAZIONE DI PIGLIARU - "I lavoratori ci hanno convinto a mettere energia in questa vertenza, noi abbiamo convinto il Governo dell'allora premier Matteo Renzi". Così il governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru, nella sala mensa dell'Alcoa di Portovesme in occasione della sottoscrizione dell'accordo di programma col ministro Carlo Calenda e l'ad di Invitalia, Domenico Arcuri, per l'investimento proposto da Sider Alloys finalizzato all'acquisizione dello smelter del Sulcis.

"Prima il ministro diceva di aver ricevuto come primo incarico da Renzi quello di occuparsi di questa vertenza - ha aggiunto - ebbene, c'è una storia dietro a questa convinzione di Renzi, una storia di lavoratori e di Giunta regionale che insieme hanno condotto questa battaglia. In occasione della campagna elettorale del 2014, e poi al momento di formare la Giunta - ha ricordato Pigliaru - avevamo fatto una promessa: questa fabbrica riaprirà se saremo in grado di trovare un investitore credibile che abbia la capacità di farla ripartire senza perdere soldi con sostenibilità economica garantendo i livelli occupazionali".

Obiettivo che "quattro anni fa sembrava impossibile da raggiungere, c'era un grande scetticismo, ma abbiamo lavorato on grande determinazione, cercando l'imprenditore e senza mai perdere un minuto". Quanto al lavoro di Calenda, "il suo è stato un apporto straordinario, decisivo, è riuscito a imprimere la svolta in un momento di grande difficoltà".

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