Sardegna: Pili, facciamo come Catalogna

Isola oppressa e da anni discriminata su tutti i fronti

Una proposta di legge ad hoc che consenta, rendendolo costituzionalmente legittimo, un referendum per l'indipendenza della Sardegna: all'ombra del caos catalano torna prepotentemente in auge il sogno della "SardignaLibera". Dopo i blitz degli indipendentisti sardi a Barcellona nel giorno del referendum è Mauro Pili, deputato di Unidos ed ex presidente della Regione, a presentare a Montecitorio la sua proposta per permettere ai sardi "se continuare ad essere discriminati dallo Stato italiano o meno".

La pdl costituzionale lanciata da Pili prevede la possibilità per i sardi di esprimersi con un referendum a favore o contro l'autonomia dell'isola. Con questa proposta "non si dispone l'indizione del referendum ma si prevede una norma che consenta di farlo quando deciderà la maggioranza del consiglio regionale sardo o lo richiederanno 100.000 sardi", spiega Pili che nelle scorse settimane ricorda di aver avviato, attraverso diversi incontri a Barcellona, una condivisione di "percorsi anche giudiziari" con le massime autorità catalane. Ma, allo stesso tempo, l'intenzione di Unidos è di passare all'azione anche in Italia. "Serve almeno una 'pistola' per contrastare chi ogni giorno punta sulla Sardegna missili, bombe e discariche varie.

La 'pistola' che proponiamo, a differenza di quanto fa lo Stato italiano, è un deterrente democratico", spiega Pili. Difficile, che a fine legislatura, la sua pdl abbia uno sbocco. Ma la sua proposta accende ulteriormente, dopo le sortite al fianco dei catalani di esponenti di varie formazione indipendentiste, il sogno di chi, dall'altra parte del Mar Tirreno, immagina uno Stato sovrano.

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