Scuola: pochi docenti di sostegno

Oltre 205mila gli studenti. Abc, "chiederemo danni al Miur"

Oltre 205 mila alunni in classe in Sardegna. Dopo gli anticipi dei giorni scorsi, è scattato il via ufficiale alle lezioni. Tra vecchi e nuovi problemi: vaccini, edilizia e docenti di sostegno. Sul fronte degli edifici, l'ultima segnalazione arriva da Porto Torres, direttamente dal sindaco Sean Wheeler: alcuni spazi dell'istituto Brunelleschi non saranno utilizzabili. Pronto un piano B, nel frattempo sono state avviate le procedure, non ancora concluse, per l'affidamento dell'incarico di pavimentazione.

I primi giorni di scuola, in Sardegna ma anche nel resto d'Italia, hanno evidenziato il problema sostegno: molti alunni disabili non hanno ancora il loro insegnante di riferimento. "Per quanto riguarda i docenti su posto comune - spiega all'ANSA il direttore scolastico regionale Francesco Feliziani - non dovrebbe mancare nessuno o quasi nessuno. Sul sostegno c'è invece un problema di grande carenza di docenti specializzati. Ci potrebbe essere un problema, ma solo per pochissimi giorni perché provvederanno le scuole con le graduatorie d'istituto".

Gli ultimi dati della Cgil (luglio 2017) parlano di 6.489 disabili con 2.738 posti disponibili. Una circolare ministeriale prevede che la priorità sia data ai docenti specializzati. Ma poi si dovrà attingere tra i docenti non specializzati. Tagliati fuori dal ripescaggio i docenti di ruolo che l'anno scorso - anche per favorire il riavvicinamento a casa - erano stati assegnati in deroga sul sostegno. E niente da fare, almeno sui trasferimenti interprovinciali, persino per gli specializzandi che hanno iniziato ad agosto il corso sul sostegno delle Università sarde. I sindacati stanno raccogliendo gli ultimi dati dalle singole province.

Proprio dalla Sardegna parte l'allarme esteso a tutta l'Italia. L'associazione Abc, storico punto di riferimento nazionale per i bambini cerebrolesi, sta consultando i legali per fare causa al Ministero. "Le sentenze negli anni scorsi - spiega all'ANSA la segretaria nazionale Francesca Palmas, responsabile del settore scuola, dalla sede di Cagliari - ci hanno sempre dato ragione.

Chiederemo al Miur un risarcimento danni, anche morale, per ogni giorno di ritardo. Alla fine non saranno cifre enormi, ma bisogna far valere il principio: perché i posti comuni sono già quasi tutti a disposizione e per quelli di sostegno c'è da aspettare?". Chiesta anche, insieme ad altre associazioni, la convocazione urgente dell'Osservatorio nazionale sull'inclusione scolastica per parlare dell'emergenza e del disegno di legge che potrebbe spazzare via tutti questi disagi.

DESSENA A BONO - "Dobbiamo innalzare il livello dell'istruzione per voi ragazzi, per garantirvi un futuro da professionisti competenti, dentro e fuori dall'Isola": così l'assessore regionale della Pubblica istruzione, Giuseppe Dessena, a Bono in occasione dell'apertura del nuovo anno scolastico. L'esponente della Giunta Pigliaru ha visitato l'istituto comprensivo del paese incontrando gli studenti del liceo scientifico, del tecnico commerciale e dell'istituto professionale per l'agricoltura.

Dessena ha espresso l'augurio di "un sereno e proficuo anno scolastico" che, per il titolare dell'Istruzione, passa anche "dalle azioni concrete per abbattere la dispersione scolastica, dando avvio a tutti gli interventi in programma". Dopo il saluto ai ragazzi, l'assessore ha incontrato sindaci e amministratori del territorio, nella sede della Comunità montana, per discutere delle esigenze scolastiche e dell'organizzazione legate al problema dello spopolamento e al calo dei servizi.

Bono è uno dei Comuni che, grazie al progetto Iscol@ promosso dalla Giunta, ha ricevuto un finanziamento di quattro milioni di euro per migliorare la scuola e innalzare la qualità dell'istruzione. "Partecipa infatti all'asse 1, Scuole del nuovo millennio - ha ricordato Dessena - che vedrà nascere un nuovo istituto scolastico, a garanzia di una didattica innovativa e al passo con i tempi. Un progetto molto complesso che ha richiesto l'impegno di amministratori e numerose figure professionali. Una sfida, che pesa quattro milioni di euro, per zone interne e più periferiche come questa del Goceano".

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