Difesa, assolvete ex sindaco Portoscuso

Per i legali di Puddu ci fu congiura per farlo dimettere

(ANSA) - CAGLIARI, 14 MAR - "Bisognerebbe forse richiamare Boccaccio e il suo Decamerone per descrivere questa vicenda, ma non certo il diritto penale. Non è emersa nessuna concussione né violenza sessuale in questo processo. Il sindaco Adriano Puddu non ha mai esercitato violenza nei confronti di nessuno, né fatto interferenze sugli uffici per erogare i sussidi".

Con queste motivazioni, l'avvocato Ivano Iai ha chiesto l'assoluzione da tutti i capi d'imputazione per l'ex sindaco di Portoscuso, esattamente come aveva sollecitato anche il collega Giuseppe Andreozzi, che con lui difende l'ex primo cittadino accusato corruzione (poi derubricata dal pm in abuso d'ufficio), concussione sessuale e violenza sessuale, favoreggiamento della prostituzione e voto di scambio. I due penalisti hanno parlato per oltre tre ore davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Cagliari, dove ormai si sta chiudendo il processo ad Adriano Puddu, che per questa vicenda era finito anche in carcere su ordine di custodia cautelare.

Il 25 gennaio scorso, terminata la sua requisitoria, il pubblico ministero Daniele Caria aveva chiesto la condanna dell'allora sindaco a sei anni di carcere. Oggi la parola è passata ai difensori che, uno dopo l'altro, hanno tentato di smontare i tredici capi di imputazione. A partire dalla presunta tangente incassata da Puddu per un progetto di parco eolico proposto dalla Portovesme Srl, contestazione dalla quale era stato assolto con formula piena dall'accusa di corruzione Carlo Lolliri, amministratore delegato della società, presunto erogatore della tangente.

"Le nostre consulenze si sono basate sull'imputazione di corruzione per poi scoprire alla fine che dovevamo difenderci da un abuso d'ufficio? - ha attaccato l'avvocato Iai - Avremmo chiamato altri consulenti e altri testimoni". I due difensori hanno chiesto al collegio presieduto da Mauro Grandesso di misurarsi con le prove uscite dal dibattimento, comprese le testimonianze degli accusatori che Iai non ha esitato a definire un "manipolo di lestofanti".

Secondo l'avvocato Andreozzi, ci sarebbe stato un tentativo, più o meno palese, di abbattere politicamente il primo cittadino con accuse false che non trovano riscontro nelle intercettazioni. Il 4 aprile prossimo i giudici torneranno in aula per le repliche del pm Caria: se non dovessero esserci, il collegio entrerà in camera di consiglio per la sentenza.

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