Operai Alcoa in piazza Montecitorio

Lavoratori sardi chiedono un futuro per l'azienda di Portovesme

(ANSA) - ROMA, 16 FEB - Il governo ha confermato l'impegno a mantenere la partita Alcoa aperta su tutti i fronti e ha aggiornato l'incontro con i sindacati al 7 marzo prossimo. E' quanto emerso al tavolo di Palazzo Chigi con il sottosegretario De Vincenti, il governatore Pigliaru e le sigle sindacali nel giorno in cui 200 operai dello stabilimento di Portovesme hanno manifestato in piazza Montecitorio. Si sta lavorando affinché un primario fornitore di energia nazionale possa definire, con il nuovo acquirente, un accordo bilaterale di lungo termine "che - spiega il segretario della Uilm Mario Ghini - porterebbe il costo energetico ad essere tra i più competitivi d'Europa e questo fa ben sperare per il prosieguo del confronto con Glencore che si farà nei prossimi giorni". Strada sbarrata, invece, alla nomina di un commissario per Alcoa: non sussistono, infatti, nè le condizioni per poter utilizzare la legge Marzano né quelle previste per l'Ilva.

Alla riunione - presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, affiancato dal segretario generale di Palazzo Chigi Paolo Aquilanti - hanno preso parte il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, il Coordinatore del Piano Sulcis Salvatore Cherchi e il Responsabile dell'Unità di gestione delle crisi industriali del Ministero dello Sviluppo Economico Giampiero Castano. Il Ministro Federica Guidi - impegnata fuori sede in incontri istituzionali - si è tenuta costantemente in contatto telefonico.

PIGLIARU, SI STRINGE CON GOVERNO PER GARANZIE A INVESTITORE - "Da oltre un anno lavoriamo giorno per giorno, settimana dopo settimana, per trovare una soluzione, ben consapevoli che la situazione è difficile. C'è ancora da lavorare molto insieme al Governo su dettagli importanti, per essere in grado di offrire condizioni che siano convincenti per l'investitore interessato. Lo faremo in pochi giorni".

Così il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, rispondendo alle domande dei giornalisti all'uscita dalla riunione a Palazzo Chigi sulla vertenza Alcoa.
"Oggi dal Governo - ha sottolineato il numero uno della Giunta sarda - è arrivato un messaggio importante: è stato affermato con forza l'impegno dell'Esecutivo a mantenere comunque aperta la prospettiva, affinché nel Sulcis riparta la produzione dell'alluminio. Questo è un punto fondamentale e vogliamo dare fiducia a queste parole del Governo, che hanno un significato rilevante". 

BENTIVOGLI, GUAI A GETTARE LA SPUGNA - "La presidenza del Consiglio ci ha informato che Glencore non ha ancora dato la risposta che si attendeva per il 20 gennaio. Nel frattempo il Mise sta lavorando con un gestore di energia disponibile ad un accordo di lungo periodo bilaterale". E' quanto afferma il segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli dall'incontro dei sindacati con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru.

L'ipotesi allo studio, secondo Bentivogli, prevede di utilizzare i primi due anni di superinterrompibilità e i successivi di interrompibilità per avvicinare il prezzo dell'energia a quello previsto nel memorandum of understanding (con una media per 10 anni al di sotto dei 30 euro/MW).

Il governo chiederà a Glencore una risposta definitiva entro febbraio e, al tempo stesso, "ha informato di aver richiamato Alcoa, dopo aver dato l'autorixxazione per l'accesso in data room, a consentire la visita a Sider Alloys (l'altra società interessata all'acquisto, ndr) per completare il quadro utile ad avere informazioni complete per presentare un piano industriale e finanziario e formulare la sua offerta".

"I lavoratori dell'indotto sono senza alcun reddito, a breve anche i lavoratori Alcoa. È inaccettabile che dopo 4 anni di lotta e di promesse e illusioni i lavoratori siano senza prospettive. Vogliamo il Governo tutto in campo per una soluzione positiva", commenta Bentivogli.

SINDACATI, RISPOSTE SUBITO - "Risposte subito" per i lavoratori dell'Alcoa di Portovesme. È la richiesta dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dal presidio dei lavoratori dello stabilimento sardo, chiuso da tre anni. I lavoratori protestano sotto a Montecitorio chiedendo risposte sul costo dell'energia, condizione posta dalla svizzera Glencore per rilevare la fabbrica. "Il governo decida concretamente, se no si sta giocando al rinvio sulla pelle dei lavoratori", afferma Susanna Camusso. "

Il tema dell'energia - osserva la leader della Cgil - è al centro da anni e dimostra che dal governo arrivano solo slogan ma non un'idea concreta di politica industriale per il paese e anche per le aziende interessate è una lunga via crucis". "Dopo quattro anni di sofferenza per i lavoratori e il territorio il governo metta impegno e serietà", chiede Anna Maria Furlan della Cisl che dice "no alle solite passerelle". "Abbiamo bisogno di più lavoro in questo territorio in particolare. Vediamo che il governo mette troppo impegno su altro - aggiunge Furlan - lo vorremmo vedere impegnato sul lavoro come priorità".

"Non c'è nessuna politica industriale coerente per tutelare l'industria italiana", attacca infine Carmelo Barbagallo della Uil. "Ci stiamo avventurando in una politica di svendita dei gioielli di famiglia - aggiunge - senza fare politica industriale: Alcoa per l'acciaio, Ilva per la siderurgia, Versalis per la chimica". "Non stiamo discutendo di niente e continuiamo a cincischiare. Serve una risposta risolutiva - conclude - il governo si era preso un impegno, lo rispetti".

IN 200 IN PIAZZA MONTECITORIO - A Roma, ancora una volta per rivendicare lavoro e risposte per il futuro dello stabilimento di Portovesme (Sulcis) fermo da tre anni. Duecento lavoratori dell'Alcoa sono arrivati in piazza Montecitorio, dopo aver manifestato (con cori, fischietti, e i caschi di protezione fatti risuonare sull'asfalto) nelle strade del centro della capitale.

Chiedono un incontro con la presidenza del Consiglio dei ministri, dopo che al governo è stato sollecitato da più parti, Giunta e Consiglio regionale della Sardegna compresi, di intervenire anche favorendo accordi bilaterali con Enel già realizzati in situazioni analoghe, e di trovare la strada per superare il tema degli alti costi dell'energia. Una soluzione tale da consentire a Glencore, multinazionale svizzera che ha manifestato l'interesse ad acquistare lo smelter, di riavviare finalmente gli impianti per la produzione di alluminio.

 

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