COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - "Mozione 509 sul controllo lavori Superstrada Pedemontana"

approvata all'unanimità nel corso del Consiglio straordinario

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Consigli straordinario - Approvata all'unanimità la mozione 509 sul controllo lavori Superstrada Pedemontana

(Arv) Venezia 16 lug -  Il Consiglio regionale del Veneto, nel pomeriggio, nella seduta straordinaria, ha approvato all’unanimità la Mozione n. 509 ‘Superstrada Pedemontana Veneta. La Regione Veneto esegua immediate verifiche straordinarie sull’esecuzione e sui materiali utilizzati nelle opere in cemento armato lungo l’intero tracciato a tutela della sicurezza dei lavoratori, dei cittadini futuri utenti dell’opera e dei livelli occupazionali’, presentata l’11 luglio 2019 dai consiglieri regionali Fracasso – primo firmatario - Zanoni, Azzalin, Bigon, Pigozzo, Salemi, Sinigaglia e Zottis (PD), Baldin, Berti, Brusco e Scarabel (M5S), Guarda (AMP), Ruzzante (LeU) e Bartelle (IIC).

 

Durante la discussione generale, la Mozione è stata presentata dal consigliere regionale Andrea Zanoni (PD), in sostituzione del primo firmatario Fracasso: “Abbiamo chiesto questo Consiglio straordinario per approfondire la questione del sequestro della Galleria di Malo, nell’ambito dell’esecuzione dei lavori della Superstrada Pedemontana Veneta. Alla luce della nota della Struttura di Progetto Pedemontana Veneta, che il 4 luglio us ha informato della notifica, a carico del concessionario, di una Ordinanza della Procura della Repubblica di Vicenza per il sequestro del cantiere della galleria di Malo, lungo circa 6 chilometri, e quindi, in ragione dell’ipotesi del configurarsi del reato di frode nella esecuzione della galleria, a danno della Regione, per utilizzo di materiali non marchiati CE e miscele di calcestruzzo diverse da quelle previste dagli elaborati progettuali, riteniamo che si debba subito fare chiarezza rispetto ai materiali utilizzati in tutti i cantieri dell'opera. Si tratta di un’opera molto costosa, che avrebbe dovuto essere eseguita a regola d’arte, in cui si attua un Project Financing al contrario, dato che il Privato può beneficiare di un canone fisso, mentre il rischio d’impresa è a carico della Regione. E’ un’opera complessa, di forte impatto ambientale, ma centinaia di migliaia di cittadini, contrariamente alle promesse iniziali, dovranno pagare il canone pur dovendo subire rumori e inquinamento. Anche se la Magistratura deve fare la propria parte in modo autonomo, la Regione deve subito disporre le opportune verifiche su tutte le opere in cui si articola la Superstrada, per tutelare i cittadini fruitori, deve avviare autonomi approfondimenti, avvalendosi dei rimedi contrattuali previsti dalla legge e dal terzo atto convenzionale. Chiediamo chiarezza sui controlli effettuati e sui controllori, che dovrebbero essere soggetti terzi. Chiediamo alla Regione di costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale per i fatti che hanno portato al sequestro disposto dalla Magistratura, nonché negli altri procedimenti attivati, ivi incluso quello afferente all’incidente mortale avvenuto nell’aprile del 2016 nel cantiere di San Tomio di Malo. Chiediamo altresì di tutelare i livelli occupazionali”.

 

Cristina Guarda (Civica per il Veneto): “Siamo di fronte a una presunta frode con sequestro della Galleria di Malo, e l’Amministrazione regionale non può rimanere in silenzio, innanzitutto per la sicurezza di chi ci lavora e dei fruitori della stessa. La Regione deve ascoltare i cittadini, in particolare quelli di Vallugana, che hanno denunciato più volte lo sforamento delle emissioni di PM10, e che hanno dovuto sopportare ammassi di rifiuti, scoppi ed esplosioni continui. I silenzi fanno male e danneggiano l’immagine della Regione”.

 

Manuel Brusco (M5S): “Questo è un grave danno di immagine che state causando alla Regione Veneto. Sulla Pedemontana Veneta c’è il sospetto che abbia agito una criminalità diffusa. Ci sono responsabilità diverse, personali e politiche, che vanno evidenziate. L’opera ci sosta tantissimo e noi chiediamo un atto di legalità, chiedere il ristoro dei danni a chi sta causando un grosso danno all’immagine del Veneto. Non voglio ripetere la triste figura fatta con la crisi delle Banche Venete. Il concessionario guadagnerà 5 miliardi e mezzo, una esagerazione, e in più c’è il sospetto delle frodi. Le responsabilità sono presenti a più livelli, vanno suddivise sul concessionario, sulla Struttura di Progetto, sul RUP; nessuno ha controllato se fossero stati impiegati materiali idonei. Chiediamo alla Regione di intervenire, di pretendere i danni, noi siamo per la legalità, lo ribadisco con forza”.

 

Patrizia Bartelle (IIC): “La questione è stata sottovalutata e ora la Regione e il Presidente Zaia devono attivarsi subito per accertare eventuali responsabilità a carico del concessionario, tutelando soprattutto la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini fruitori”.

 

 

Piero Ruzzante (LeU): “Presidente Zaia, è grazie all’opposizione che oggi potrà rompere il silenzio e fare finalmente chiarezza su questi fatti molto gravi. La storia insegna che i problemi nascono quando gli interessi privati prevalgono sull’interesse generale, pubblico. Qui sembra che si sia risparmiato sulle materie prime, con l’uso di materiali scadenti, impropri, che potrebbe essere collegato anche a problemi di sicurezza. Chiediamo che la Giunta, nel caso fossero confermate le accuse ipotizzate, si costituisca parte civile nei confronti di SIS e nel procedimento relativo alla morte di un operaio, se sarà dimostrato il collegamento tra questa morte e l’impiego di materiali non certificati CE. Questo è un atto di civiltà e di sensibilità civica. Chiediamo alla Regione di verificare nuovamente l’opera centimetro dopo centimetro, perché il concessionario è stato profumatamente pagato per realizzare l’opera a regola d’arte, e SIS deve ristorare i cittadini in modo proporzionale agli errori o alle mancanze compiute. Zaia dovrebbe chiedere a SIS di pagare tutto, caro, se venisse dimostrata la frode compiuta a danno dell’Amministrazione e della gente veneta. Abbiamo il dovere di pretendere la realizzazione dell’opera a regola d’arte, anche perché la lasceremo in eredità ai nostri figli”.

 

Graziano Azzalin (PD): “La vicenda investe questioni politiche e civilistiche complesse, sono stati commessi errori nella progettazione e nell’esecuzione dell’opera. Si tratta di una infrastruttura di portata tale che il Presidente Zaia inizialmente era disposto a sacrificare il principio ‘Veneto, tax free’. Nulla vieta che i controlli debbano essere implementati e va strutturata una equipe tecnica che possa effettuare controlli più approfonditi”.

 

Il Presidente Zaia: “Sono qui perché si tratta di un’opera assolutamente strategica, che interessa tutto il Veneto, che nasce negli anni Novanta. L’inizio dei lavori è datato 2011, un cantiere di otto anni che noi abbiamo ereditato. Sottolineo che, se è vero che affronteremo un costo di 12 miliardi,  si tratta tuttavia di una infrastruttura di 94,5 chilometri, ai quali vanno aggiunti altri 68 chilometri, che si realizzano con le opere. Abbiamo fatto un terzo atto convenzionale, abbiamo coinvolto tutte le istituzioni dello Stato. La Corte dei Conti nel giudizio di Parifica non ci ha fatto alcun rilievo in merito. Sottolineo che la Struttura di Progetto è a completa disposizione di tutti, non era necessario convocare il Consiglio per acquisire informazioni, non abbiamo nulla da nascondere. In questo primo lotto pesa molto la galleria di Malo ma l’opera verrà consegnata, esclusa la predetta galleria, entro il 31 dicembre 2020. Evidenzio come attualmente ci siano solo trenta espropri in corso. Questo vuol dire che tremila espropriati sono stati ristorati. Quanto all’ipotesi di truffa, evidenzio che in un Paese civile è necessario garantire che la Magistratura possa fare il proprio lavoro in modo autonomo, senza interferenze. Mi sono comportato così anche per la vicenda Mose, con dichiarazioni brevi, serie, precise. Non c’è stata nessuna commistione tra committente e concessionario. Noi ci fidiamo della Procura, restiamo in attesa delle verifiche in corso, siamo parte lesa, ci siamo costituiti parte offesa. Garantisco che l’opera verrà accettata solo dopo l’espletamento di tutte le verifiche che tecnicamente potranno essere poste in essere. Certo, se qualcuno avrà sbagliato dovrà pagare, ma dico NO ai processi sommari. Stiamo seguendo la vicenda con l’opportuna delicatezza e prudenza. Il verbale della discussione di oggi, comunque positiva e costruttiva, verrà trasmesso in Procura per integrare gli atti”.

 

Chiusa la discussione generale, sono seguite le dichiarazioni di voto, con gli interventi di Zanoni, Ruzzante, Scarabel per il quale “l’opera nasce con un peccato originale, quello di aver pensato di realizzarla in un unico momento. Siamo favorevoli a questa Mozione e sottolineo come in futuro l’aspetto economico, del contenimento dei costi, sia decisivo per  le scelte dei cittadini”.

 

Archiviato in