COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Pigozzo: "Il Veneto al Senato a Roma al convegno dell'Antimafia"

sul contrasto alle mafie

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

(Arv) Venezia, 5 otto. 2017  - Bruno Pigozzo, Vicepresidente del Consiglio regionale del veneto oggi all'incontro al senato promosso dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie dal titolo: ‘Contrasto alle mafie: gli strumenti nella dimensione istituzionale nazionale e regionale’. I lavori sono stati aperti dal Presidente del Senato Pietro Grasso e dalla Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi  che “hanno evidenziato una serie di punti su cui dovremmo tutti riflettere – ha spiegato Pigozzo - Le mafie dimostrano di avere affinità e influenza con i sistemi di potere. Durano a lungo non per la loro forza intrinseca, ma per la passività e limitatezza dei sistemi istituzionali che dovrebbero fermarle. Per combattere la doppia faccia delle mafie occorre dotarsi di strumenti straordinari ma che devono diventare rapidamente ordinari, sistematici, strutturali” Pigozzo poi ha sottolineato il nodo che riguarda il sistema economico: “Per fermare le mafie non si devono uccidere le imprese con azioni indiscriminate: vanno distinte le situazioni realmente mafiose che comportano il sequestro e la confisca dei beni, da quelle che vogliono liberarsi dal giogo mafioso per accompagnarle in questo sforzo” “Serve una assunzione di responsabilità da parte di tutta la classe dirigente del paese ponendo estrema attenzione alla formazione del personale della pubblica amministrazione dal livello nazionale a quello regionale e locale. Serve maggiore attenzione e consapevolezza anche a livello europeo per contrastare efficacemente le reti del traffico illecito di prodotti commerciali, di alimenti, di stupefacenti: fonte primaria di finanziamento delle mafie” Richiamando il ruoli delle regioni sono intervenuti i presidenti di Puglia, Lombardia, Calabria, Liguria, Lazio. “Dal dibattito e dalle esperienze in atto nelle singole regioni  - ha spiegato Pigozzo - sono emerse interessanti proposte operative. Elaborare un testo unico delle leggi regionali vigenti ottimizzando la formazione della macchina amministrativa e omogeneizzando le funzioni degli Osservatori, le azioni di controllo, contrasto, prevenzione e comunicazione in tema di mafie e di corruzione. C’è la necessità di estendere la competenza delle Commissioni consigliari Cultura aggiungendo il termine ‘e Legalità’. Cultura e legalità costituiscono un binomio necessario nella lotta alle mafie e alle organizzazioni criminali. Si è proposto poi di definire i cioè i Livelli Essenziali di Giustizia, Leg, da promuovere in tutte le regioni mettendoli a sistema. Infine uniformare le modalità di riutilizzo e gestione dei beni confiscati alle mafie perché siano restituiti alle comunità locali, con il coordinamento dell'agenzia nazionale preposta” Per il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto “In Veneto purtroppo la percezione della presenza delle mafie è ancora troppo debole. Eppure i segnali di illegalità che giungono dai settori Agroalimentare, Trasporti, Rifiuti, Opere Pubbliche, Commercio sono eclatanti a fianco delle azioni malavitose correlate al traffico di droga, alla prostituzione, al gioco d'azzardo. Sono evidenti a tutti, poi, i cattivi esempi di corruzione che hanno coinvolto pubblici amministratori anche nella nostra regione. Serve più consapevolezza e, appunto, maggior sinergia istituzionale per reagire. La legge regionale 48/2012 ‘Misure per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile’ è certamente una buona base per innestare queste proposte – conclude il vicepresidente Pigozzo - Occorre rafforzare le iniziative in corso ed attuare in modo completo quelle previste dalla legge stessa”. 

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