Direttore Stabile Torino, Torinodanza saprà stupire ancora

Fonsatti, nostro teatro pioniere. E ringrazia Cristoforetti

Redazione ANSA

TORINO - "Un viaggio oltre i limiti del corpo, con un programma avvincente che saprà emozionare e riservare delle sorprese". Il direttore del Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Filippo Fonsatti, presenta così l'edizione 2017 di Torinodanza, il Festival internazionale dedicato alla danza contemporanea organizzato dal 2009 proprio dallo Stabile. "In un certo senso siamo stati dei pionieri. Allora sembrava quasi un'eresia che un teatro pubblico di prosa integrasse la danza in modo strutturale nella sua attività", sottolinea Fonsatti, ricordando come gli strumenti legislativi "non prevedessero ancora questa opportunità che venne poi introdotta soltanto nel decreto ministeriale del 2014".

Ma per lo Stabile torinese il connubio fra le due arti era quasi naturale. "La nostra - dice Fonsatti - è sempre stata una visione multidisciplinare e con la direzione mia e di Mario Martone allo Stabile abbiamo sempre cercato di abbattere le barriere tra due generi che spesso dialogano e si influenzano a vicenda. E questo ha funzionato a meraviglia - aggiunge - con travasi di progettualità artistica ma anche di pubblico". Un connubio che ha "consolidato il profilo internazionale del nostro teatro collocandolo fra i soggetti che, nella prosa e nella danza, hanno una posizione di rilievo nel panorama europeo".
Un sodalizio a cui ha giovato certamente la direzione artistica di Torinodanza affidata a Gigi Cristoforetti, al suo ultimo anno alla guida del festival per passare a quella della Fondazione Aterballetto. "Ci conoscevamo da tempo - ricorda Fonsatti - e il nostro è un rapporto di stima reciproca e amicizia. Il suo approdo alla direzione della compagnia di danza più importante a livello nazionale - prosegue Fonsatti - era nella natura delle cose. In questi anni ha sempre cercato di essere plurale perché i pubblici della danza sono tanti, c'è una differenziazione tecnica ed estetica forse più articolata che nella prosa. E quella che lascia è un'eredità importante che è stata raccolta da Anna Cremonini, un'organizzatrice autorevolissima che ha maturato una visione globale e approfondita della danza. Per come si sta profilando il triennio 2018-2020 - assicura - ci sarà senz'altro una forte coerenza nelle proposte". Per Fonsatti, Cristoforetti "lascia un festival nel pieno della sua salute artistica ed economica e Anna Cremonini ha tutti i requisiti per consolidare questa posizione di leadership".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Archiviato in