Confindustria, Piemonte è 'al palo'

Indagine congiunturale. Ravanelli, modesta ripresa si è spenta

(ANSA) - TORINO, 17 LUG - Il Piemonte è fermo: le attese delle imprese manifatturiere sono pessimiste anche se non è ancora l'inizio di una fase di recessione. Gli indicatori relativi a produzione, ordini, occupazione ed export peggiorano di 5-7 punti rispetto a marzo e ritornano su valori negativi.
    D'altra parte però il tasso di utilizzo degli impianti è fermo al 75%, livello elevato, non peggiorano le previsioni sull'occupazione, stabile o in lieve aumento, è stazionario il ricorso alla cassa integrazione e un'azienda su quattro programma investimenti.
    A registrare l'indebolimento del clima di fiducia è la consueta indagine congiunturale trimestrale, realizzata da Confindustria Piemonte. "La modesta ripresa si è spenta. Non si può parlare di recessione, ma il Piemonte è al palo e continua a perdere posizioni rispetto ad altre regioni italiane, è scesa al quarto posto e ha il Pil pro capite più basso tra le regioni del Nord. C'è una grande responsabilità per il nuovo governo regionale che ha iniziato bene", sottolinea il presidente di Confindustria Piemonte, Fabio Ravanelli. "Siamo delusi, anche l'export è fermo. Servono decisioni rapide", aggiunge il presidente degli industriali di Torino, Dario Gallina. Tra le province è Biella a registrare il più significativo peggioramento, prevalgono i pessimisti anche ad Alessandria, Verbania e Vercelli, mentre è buono il clima di fiducia a Novara e Ivrea. Sono invece ottimistiche le valutazioni delle imprese piemontesi del terziario.

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