'Rob de Matt', bistrot è inclusione

Al lavoro ragazzi con disagio psichico,spazio aperto a quartiere

(ANSA) - MILANO, 6 APR - Apre in via Butti al numero zero, proprio come nella famosa canzone di Sergio Endrigo, 'Rob De Matt', un bistrot che nasce come progetto di inclusione sociale e lavorativa per persone con storie di marginalità e svantaggio.
    A partire - come rivela il nome del locale, che in milanese significa 'roba da matti' - da giovani con disagio psichico, ma l'idea è di formare al lavoro anche rifugiati politici, migranti in difficoltà ed ex carcerati. I corsi di formazione - che saranno gestiti dallo chef Edoardo Todeschini - non saranno slegati dall'attività ordinaria: i giovani impareranno proprio lavorando, aiutando il cuoco o servendo ai tavoli. Tutto questo in uno spazio che vuole essere anche di aggregazione sociale, all'interno di un quartiere periferico come quello di Dergano: il locale sarà aperto 7 giorni su 7 e ospiterà reading, spettacoli, mostre, concerti, proiezioni e attività per bambini.
    In cucina, materie prime di facile reperibilità e prodotti stagionali, con attenzione alla sostenibilità dei prezzi.
   

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