Curva Nord Inter contro Icardi

'Troppe fantasie sugli ultrà, togliti la fascia pagliaccio'

(ANSA) - MILANO, 16 OTT - Sopralluogo della Digos questa mattina nel condominio dove abita Mauro Icardi: gli agenti, come elemento utile alle indagini, hanno ritirato le registrazioni delle telecamere dell'elegante stabile in zona San Siro dove ieri sera un gruppo di ultra' ha cercato un confronto con il numero 9 dell'Inter. Un confronto che, come riferiscono all'Ansa testimoni oculari, non è in realtà avvenuto: Icardi infatti era già salito in casa quando gli ultras hanno appeso lo striscione, rimosso già ieri sera, e si sarebbe accorto della contestazione solo dalla televisione. Gli ultras sotto il palazzo sono però riusciti a parlare con alcuni nerazzurri che vivono nello stesso stabile: i giocatori dell'Inter hanno consigliato loro di andare a casa. I condomini non sono turbati. "È una roba da matti", commenta una signora uscendo dal portone. "Non ci siamo davvero accorti di niente - sostiene un altro -, lo abbiamo scoperto da internet". Mattinata di routine anche per la famiglia Icardi: l'attaccante si è recato regolarmente alla Pinetina per l'allenamento prima di rientrare, scuro in volto, poco prima delle 15; Wanda invece è stata accompagnata dall'autista per un giro di commissioni, tornando a casa per l'ora di pranzo. L'unico elemento differente dal solito riguarda Coco, il weimaraner di famiglia, accompagnato per la passeggiata del mattino dalla colf invece che dallo stesso Icardi il quale se ne occupa quotidianamente.

 

 

LA GIORNATA DI IERI

Le contestazioni dei tifosi dell'Inter nei confronti di Mauro Icardi sono proseguite anche dopo la partita con il Cagliari, quando un gruppo di ultras si e' recato sotto casa dell'attaccante nerazzurro. Cori insultanti e striscioni esposti da una trentina di tifosi ma, secondo alcuni testimoni, Mauro Icardi e la sua famiglia erano già rientrati in casa. "Noi ci siamo, quando arrivano i tuoi amici argentini ci avvisi o la fai da infame?", e' il testo dello striscione esposto sotto casa.

 

Lo striscione è un chiaro riferimento alle parole di Icardi riportate nella sua autobiografia in cui sfidava gli ultras con queste parole: "Sono pronto ad affrontarli ad uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il piu' alto tasso di criminalita' e di morti ammazzati per strada. Quanti sono cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio e faglielo sentire: porto cento criminali dall'Argentina che li ammazzano li' sul posto, poi vediamo"

E' stato un altro passaggio dell'autobiografia di Icardi a dare vita alla dura contestazione degli ultrà nerazzurri iniziata con un comunicato pubblicato sul loro sito nel quale contestavano la sua ricostruzione dell'episodio del febbraio 2015 al termine di Sassuolo-Inter quando ci fu un duro confronto tra gli ultras e un gruppo di giocatori: "Icardi con noi hai chiuso. Togliti la fascia. Pagliaccio. Troppe fantasie, inesattezze e squallide finzioni", hanno scritto sul sito gli ultras.

"Sono dispiaciuto. Dispiaciuto per questo polverone che si e' creato. Ho semplicemente raccontato un episodio seguendo i miei ricordi", è stata la replica di Icardi su Instagram. Icardi spiega che gia' nel libro riconosceva di aver usato in quella occasione parole troppo forti contro la sua stessa tifoseria: "Sono sorpreso perche' relativamente all'episodio di Reggio Emilia ho semplicemente riferito di come, complice l'adrenalina post partita e il difficile momento che stava attraversando la squadra, 'a caldo' ho perso la testa. Volevo semplicemente rendere l'atmosfera di quell'episodio". Il giocatore chiede alla Nord di restare vicina all'Inter: "Io e i miei compagni abbiamo bisogno di voi".  

"Sono cose che non si possono accettare. Ogni singola persona che fa parte dell'Inter deve sapersi comportare. Per noi i tifosi sono la cosa più importante e tutti dobbiamo rispettarli". Se saranno presi provvedimenti? "Si'", ha detto il vicepresidente dell'Inter Javier Zanetti.

"Usi un bambino per giustificarti e tirarci fango in faccia. Non sei uomo. Non sei capitano. Sei solo una vile m...", è stato lo striscione esposto in curva Nord durante Inter-Cagliari.

Icardi, fischiato e contestato della Curva, al 26' ha sbagliato un rigore contro il Cagliari. Il resto dello stadio sia prima che dopo il calcio dal dischetto lo ha applaudito. 

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