Giornalisti, silenzio su morti e arresti

Denuncia in convegno su libertà stampa in Turchia, Siria, Egitto

(ANSA) - MILANO, 10 OTT - Omicidi, ferimenti, mutilazioni, arresti arbitrari, sparizioni, torture, censure, leggi capestro, licenziamenti, persecuzioni anche nei confronti delle famiglie: è questo quanto è toccato e tocca - documentato con nomi e di foto - a centinaia di giornalisti, anche ai cosiddetti citizen journalist, la gente comune che si fa testimone della realtà, in Turchia, Siria ed Egitto. Un calvario che - è stato denunciato a Milano - non trova attenzione o spazio adeguato sui giornali e nelle istituzioni in Europa anche per motivi politici o economici. E l'impunità dei responsabili è la regola. Nell' incontro sulla libertà di stampa organizzato da Anna Del Freo, della Fnsi e della Federazione europea dei giornalisti, con il presidente dell'Alg Paolo Perucchini, hanno portato le loro testimonianze, letteralmente a loro rischio (visto anche "l'uccisione all'estero di giornalisti da parte dei servizi segreti di alcune nazioni"), sulla Turchia Murat Cinar, sulla Siria Shady Hamadi e sull'Egitto Giovanni Piazzese.
   

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