Omicidio architetto comasco, 2 arresti

Alfio Vittorio Molteni venne ucciso sotto casa nell'ottobre 2015

(ANSA) - COMO, 21 MAR - I carabinieri di Como stanno eseguendo due ordinanze di custodia cautelare in carcere per l'omicidio dell'architetto Alfio Vittorio Molteni, assassinato sotto casa nell'ottobre 2015. Quando e' stato ucciso, Molteni stava uscendo dalla casa in cui vive da qualche mese per andare a prendere il figlio alla stazione. E' stato in quel momento che i killer, appostati nel giardinetto del condominio, gli hanno sparato due colpi allegambe e alla schiena, il secondo letale.
    Molto probabilmente il loro intento non era quello di uccidere il professionista ma di ferirlo, di mandargli un ulteriore e ancor piu' pesante avvertimento dopo il rogo dell'auto e l'esplosione di colpi di pistola dei mesi precedenti. Per quale motivo, ancora non lo si sa. Carabinieri e Procura stanno scavando nei rapporti di lavoro della vittima, la cui attivita' di architetto e designer di interni si svolgeva anche negli Emirati Arabi.
    

Mandanti e movente non si conoscono ancora, ma a cinque mesi dall'omicidio dell'architetto Alfio Vittorio Molteni, 58 anni, ucciso da un colpo di pistola sotto casa a Carugo (Como), la Procura e i carabinieri di Como hanno dato un nome a uno dei presunti autori materiali dell'agguato. L'accusa è contestata a Michele Crisopulli, 45 anni, residente a Cesano Maderno (Monza Brianza), arrestato la notte scorsa su ordinanza di custodia cautelare per omicidio aggravato, porto d'arma, rapina aggravata, oltre che per detenzione e spaccio di droga e incendio. In carcere, per droga e incendio, è finito anche Stefano Posca, 27 anni, di Cesano Maderno, che avrebbe aiutato Crisopulli a disfarsi dell'auto della vittima, usata per la fuga e bruciata dopo l'omicidio. I carabinieri di Como e del Ros di Roma hanno ricostruito il quadro probatorio attraverso testimonianze, intercettazioni ma soprattutto tramite l'esame di 3.800 ore di filmati di 154 telecamere pubbliche e private in 11 Comuni della zona e di controlli su milioni di record telefonici. A Crisopulli viene contestato di avere commissionato il furto dell'auto usata per arrivare sul luogo del delitto, di essere presente nella cella telefonica di Carugo al momento dell'agguato e di essersi allontanato con la sua auto, sulla quale sono state trovate tracce di polvere da sparo. Inoltre Crisopulli avrebbe seguito l'auto rapinata alla vittima, condotta da un complice non identificato, e l'avrebbe bruciata a Paderno Dugnano, dove è stato rilevato il segnale del suo cellulare. La svolta dell'indagine la si è avuta nel dicembre scorso, quando furono arrestati gli autori del furto della Fiat Uno ritrovata a Carugo e usata dagli assassini per arrivare sul luogo del delitto. Furono loro a indicare in Crisopulli colui che aveva ordinato il furto. Gli interrogativi restano molti, tanto che il procuratore Nicola Piacente e il pm Pasquale Addesso hanno parlato di "tappa importante" dell'indagine ma non certo di una sua conclusione: restano infatti da identificare il complice o i complici che hanno preso parte all'agguato, il mandante o i mandanti del delitto e soprattutto il movente, che secondo gli inquirenti "non sarebbe legato alla droga", ambito di attività di Crisopulli. Molteni era stato ucciso dopo essere stato vittima di atti intimidatori, contro la casa e il suo studio professionale.

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