Yara: scintille al processo sul dna di Bossetti

Muro contro muro tra il pm e il genetista

È ripreso a Bergamo il processo a carico di Massimo Bossetti, accusato di aver ucciso Yara Gambirasio. In programma, nella 27/ma udienza, il controesame del pm Letizia Ruggeri a Marzio Capra, consulente e genetista della difesa. In aula ci sono state scintille, un muro contro muro, con il pm Ruggeri. Tanto che il genetista della difesa, quasi urlando, ha protestato con il pm dicendo non doveva permettersi di mettere in dubbio le sue capacità professionali perché lui "ha pieno titolo per studiare il Dna". Capra ha criticato il lavoro dei Ris proprio sul Dna e ha sollevato la questione dei due profili genetici, denominati Donna1 e Uomo2, rintracciati sui guanti di Yara. Il genetista non ha capito perché non si è indagato di più su questi due profili , visto che - secondo lui - non c'è traccia di comparazioni nelle 60 mila pagine dell'inchiesta.

Al processo a carico di Massimo Bossetti, stamattina si è saputo che nell'estate 2014 la famiglia Bossetti, per vederci chiaro, aveva commissionato privatamente un'indagine all'Università di Torino perché verificasse la paternità di Giovanni Bossetti verso l'imputato e si è avuta la conferma che Massimo Bossetti non è figlio naturale di quello che era considerato suo padre.  Il dettaglio è emerso durante il controesame a Sarah Gino, consulente della difesa. A lei l'avvocato Andrea Pezzotta, che assiste la famiglia Gambirasio, ha chiesto conto di alcuni esami sulla paternità fatti eseguire privatamente dai Bossetti dopo l'arresto del familiare Massimo, il 16 giugno 2014. "Sì, nell'estate del 2014 fui incaricata dall'Università di Torino, alla quale si rivolse la famiglia Bossetti, di verificare se Giovanni fosse il padre di Massimo", ha detto Gino. "E il risultato qual è stato?", ha chiesto l'avvocato Pezzotta. "L'esito del test è stato negativo - ha replicato la genetista -. Massimo è figlio di un altro uomo". Non è chiaro se l'imputato fosse a conoscenza di questa verifica chiesta dai familiari: quando se n'è parlato in aula, il muratore - come sempre seduto di fronte alla corte, a destra della presidente, si è limitato ad abbassare lo sguardo

Il controesame a Capra era in programma venerdì scorso, ma è stato spostato di una settimana in quanto gli stenografi hanno avuto bisogno di tempo per trascrivere l'interminabile esposizione del genetista, che aveva parlato per ben sette ore due mercoledì fa. La mole di dati e considerazioni esposti da Capra esigeva un approfondimento dell'accusa in preparazione del controesame e, come conseguenza, ha avuto l'annullamento dell'udienza fissata per venerdì 5 e un aggiornamento alla giornata odierna.

  

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