Capotreno ferito con machete, 3 condanne

Altri tre giovani assolti. Risarcimento a ferrovieri

Sedici anni di carcere che sarebbero diventati 24 anni, senza lo sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato. E' la pena più alta inflitta oggi ad uno dei tre giovani sudamericani condannati per tentato omicidio per la terribile aggressione avvenuta lo scorso 11 giugno alla fermata di Villapizzone, a Milano, quando il capotreno Carlo Di Napoli, mentre stava effettuando un controllo di routine su un gruppo di ragazzi, in gran parte senza biglietto, venne colpito con un machete e rischiò di perdere un braccio. E un collega, Riccardo Magagnin, intervenuto in sua difesa venne preso a calci e pugni.

In realtà, l'esecutore materiale del colpo di machete, ripreso anche dalle telecamere di sorveglianza, il salvadoregno Josè Ernesto Rosa Martinez, 20 anni, è stato condannato ad una pena inferiore, 14 anni, rispetto ai 16 anni comminati a Jackson Lopez Trivino, detto 'Peligro'. Mentre il primo, infatti, dopo l'arresto ha confessato ("Mi dispiace, ero in stato confusionale per l'alcol e volevo soltanto spaventarlo", disse al gip) e poi ha anche collaborato alle indagini, l'altro giovane ha sempre negato di aver preso parte all'aggressione. Lopez Trivino, in particolare, stando alle indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e dal pm Lucia Minuella, avrebbe pestato l'altro ferroviere. Al terzo condannato, invece, Andres Lopez Barraza, il quale come gli altri avrebbe fatto parte della gang di latinos 'MS13', sono stati inflitti 11 anni e 4 mesi di carcere. Sarebbe stato lui, secondo l'accusa, a passare il machete a Rosa Martinez. Altri tre imputati, invece, anche loro a processo davanti al gup Alfonsa Ferraro con l'accusa di tentato omicidio, sono stati assolti "per non aver commesso il fatto". Tra loro Alexis Ernesto Garcia Rojas, detto 'cigarrito', difeso dal legale Robert Ranieli e che era stato arrestato dopo i fatti assieme agli altri tre condannati (due giovani, invece, erano davanti al gup a piede libero).

Il giudice con il proscioglimento ha disposto anche la sua scarcerazione, mentre il pm aveva chiesto condanne per tutti e sei e a pene comprese tra gli 8 e i 14 anni. "Ritengo che queste condanne e queste pene siano giuste", ha commentato, subito dopo la sentenza, Di Napoli, assistito come parte civile dal legale Luca Ponzoni e che ha ottenuto un risarcimento a titolo di provvisionale di 50mila euro. Una provvisionale da 20mila euro, invece, è stata disposta a favore di Magagnin, rappresentato dall'avvocato Matteo Calori. Risarcimento (da quantificare in sede civile) anche per Trenord, società che si occupa del trasporto ferroviario in Lombardia e assistita dal legale Massimo Pellicciotta. "Sulle assoluzioni - ha spiegato Di Napoli - leggeremo le motivazioni (tra 60 giorni, ndr) e vedremo. L'importante, però, è che siano arrivate condanne a pene giuste". Ci vorrà del tempo, ha raccontato il capotreno, "affinché possa recuperare la funzionalità della mano, mentre il braccio si sta rafforzando, si sta riprendendo". E ha espresso anche l'augurio che "questi ragazzi possano cambiare in carcere". Per l'assessore della Regione Lombardia alla Mobilità, Alessandro Sorte, "un primo passo è stato fatto e la condanna dei criminali" rende "giustizia".

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