Morti in reparto, altri 10 indagati

Medici e infermieri del reparto di Medicina ospedale di Piario

 A un mese e mezzo dall'iscrizione nel registro degli indagati dell'infermiera bergamasca Anna Rinelli, 43 anni, accusata a fine dicembre di omicidio preterintenzionale per aver somministrato, in particolare durante il turno di notte, forti dosi di tranquillanti ai pazienti (alcuni dei quali sono poi deceduti) del reparto di Medicina dell'ospedale di Piario, oggi la Procura di Bergamo ha indagato altre dieci persone.

Si tratta di colleghi di lavoro della stessa infermiera (allontanata dal suo incarico fin dallo scorso novembre, quando l'azienda ospedaliere segnalò i sospetti ai carabinieri e partì l'indagine, e tutt'ora in malattia), tutti accusati in concorso colposo in omicidio preterintenzionale. Non figurano, invece, tra gli indagati il personale amministrativo o i vertici dell'azienda ospedaliera. Secondo l'accusa del sostituto procuratore Carmen Pugliese, i colleghi della Rinelli non avrebbero impedito comportamenti dei quali erano - si presume - a conoscenza, vale a dire appunto il fatto che l'infermiera somministrasse i tranquillanti ai pazienti. In tutto i carabinieri della compagnia di Clusone (Bergamo) avevano sequestrato, a fine dicembre durante un blitz nell'ospedale della valle Seriana, 89 cartelle cliniche di persone decedute nel 2015 proprio nel reparto di Medicina.

Sempre oggi la Procura di Bergamo ha anche affidato l'incarico a tre periti che si dovranno occupare in particolare delle riesumazioni dei corpi di 6 pazienti defunti l'anno scorso e sui quali si sono concentrate le attenzioni degli inquirenti. Si tratta di medici legali e di un tossicologo, delle università di Brescia e Pavia: dovranno verificare se ci siano tracce di Valium e altri psicofarmaci nei corpi dei degenti. Le riesumazioni saranno effettuate a partire dalla prossima settimana. I dati emersi saranno poi confrontati con quanto riportato nelle cartelle cliniche agli atti. Il numero di cadaveri da analizzare potrebbe però anche aumentare, in base a quanto verrà riscontrato dai rilievi dei primi corpi analizzati. Resta infatti da chiarire se i decessi dei pazienti siano stati una diretta conseguenza dei tranquillanti che l'infermiera somministrava loro di notte e, a questo punto, anche il ruolo dei suoi colleghi.

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