Omicidio Macchi, madre Binda lo difende

'Non può essere lui quel mostro'. Domani l'interrogatorio

(ANSA) - VARESE, 18 GEN - "Questo è un incubo, il mondo ci è crollato addosso, mio figlio non può essere quel mostro". Maria Botti, 74 anni, la madre di Stefano Binda in carcere da venerdì per l'omicidio 29 anni fa di Lidia Macchi, dal momento dell'arresto non ha più voluto vedere nessuno e si è sfogata solo con i parenti più stretti. Anche la sorella di Stefano, Patrizia, 50 anni, ha scambiato solo qualche sms con le amiche più care. "E' una tegola che ci ha colpito in pieno...", ha scritto ad una conoscente che abita poco distante. Domani intanto nel carcere Miogni di Varese l'uomo sarà interrogato dal Gip. Binda è stato prelevato venerdì mattina dalla vecchia villa di famiglia, dove vive con la madre al primo piano (al secondo abita la sorella con la famiglia). Attorno ci sono molte altre cascine ristrutturate dove abitano parenti e amici che si sono stretti attorno ai Binda e continuano a ripetere che Stefano non può aver fatto nulla.
   

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