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Diga Genova: Signorini, sarà più corta, tratteremo con altri

Diga Genova: Signorini, sarà più corta, tratteremo con altri

Presidente del porto sicuro che il Governo darà priorità a opera

GENOVA, 06 luglio 2022, 12:51

Redazione ANSA

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Porto di Genova: il presidente Paolo Emilio Signorini - RIPRODUZIONE RISERVATA

Porto di Genova: il presidente Paolo Emilio Signorini - RIPRODUZIONE RISERVATA
Porto di Genova: il presidente Paolo Emilio Signorini - RIPRODUZIONE RISERVATA

La nuova diga del porto di Genova sarà più corta di 2-300 metri per risparmiare sui costi e la negoziazione sarà portata avanti anche con altre imprese oltre a quelle delle due cordate che avevano manifestato interesse a realizzare l'opera ma che non hanno presentato offerto lasciando la gara senza partecipanti. Lo dice il presidente dei porti di genova e Savona Paolo Emilio Signorini in una intervista al Secolo XIX in cui si dice certo che il Governo darà priorità all'opera nei fondi per gli extra costi.
    La nuova diga foranea del porto di Genova è una delle opera simbolo del Pnrr. La sua realizzazione completa vale un miliardo e 300 milioni. la prima parte, quella della gara andata deserta vale 929 milioni. Il progetto prevede il posizionamento di 104 cassoni in cemento armato a una profondità di 50 metri. I cassono sono alti 28 metri, larghi 24 e lunghi 40. Le due compagini che avevano manifestato interesse sono quelle composte da WeBuild, Fincantieri, Fincosit e Sidra; e Eteria (Gavio - Caltagirone), Rcm e Acciona. Si sarebbero tirate indietro per il lievitare degli extracosti dovuti al rincaro delle materie prime e perché l'importo di base d'asta era sottostimato. Perplessità c'erano anche per le penali previste per i ritardi nella consegna.
    "A dicembre questi non ritenevano una follia affrontare il cantiere. Nel frattempo sono successi diversi fatti che hanno destabilizzato tutto: con la pandemia e la guerra in Ucraina ha causato alle imprese un ripensamento. Ma un conto è se questa vicenda la spieghiamo così, un altro è pensare che abbiamo sbagliato tutto negli ultimi 3 anni.. C'è un problema sistemico", dice Signorini, ricordando che anche Rfi ha ritirato diversi bandi per poi riemetterli. «Non condivido questo clima di frustrazione eccessiva. Abbiamo testato il mercato e adesso possiamo rivedere alcuni elementi del bando e tornare sul mercato. Andremo, come è possibile fare, a una negoziazione diretta sul mercato con chi ha partecipato alla manifestazione di interesse e anche con altri soggetti. Le imprese potranno proporre migliorie che rispettano il progetto, approvato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, ma consentono di risparmiare; il molo da 2,8 Km potrebbe anche diventare più corto, 2-300 metri, salvaguardando comunque le caratteristiche di sicurezza e se ne tiene conto sul costo risparmiando alcune centinaia di milioni; poi c'è l'adeguamento dei prezzi attraverso il dl Aiuti che riconosce un forfettario del 20% come adeguamento del prezzario regionale. Se ci fosse un ulteriore aumento è prevista una copertura del 90% di questa eccedenza. Ho sentito il ministro Giovannini che sostiene assolutamente l'opera, e il governo farà il possibile per dare priorità alla diga nel finanziamento degli extra costi con il fondo, e anche noi stiamo valutando di inserire maggiori risorse», spiega Signorini. Quanto saranno in totale gli extracosti? «Se ci attestiamo ai calcoli del governo, siamo intorno ai 150- 200 milioni, però la norma attuale dice che qualsiasi numero oltre i 150-200 milioni è coperto al 90%. Le imprese ritengono che ancora oggi la tutela non sia sufficiente, ma secondo me con l'aiuto del governo e delle istituzioni locali si potrà sciogliere anche questo nodo». La negoziazione partirà dalla prossima settimana e dice Signorini "Contiamo ci siano altri gruppi interessati".
   

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