/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Ponte Genova: in nove chiedono interrogatorio

Ponte Genova

Ponte Genova: in nove chiedono interrogatorio

Dopo la procura potrà chiedere rinvio a giudizio

GENOVA, 12 maggio 2021, 16:45

Redazione ANSA

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

- RIPRODUZIONE RISERVATA
- RIPRODUZIONE RISERVATA

 Sono nove le persone che hanno chiesto di essere interrogate o che hanno presentato memorie difensive tra le 69 indagate nell'inchiesta sul crollo del ponte Morandi. Il termine per chiedere di essere sentiti scade domani.
    A quel punto i pm titolari dell'inchiesta, Massimo Terrile e Walter Cotugno, fisseranno gli interrogatori e solo dopo potranno chiedere il rinvio a giudizio.
    Al momento sono 69 le persone indagate, oltre alle due società Aspi e Spea (la controllata che si occupava delle manutenzioni) ma non è escluso che qualcuno possa essere archiviato. Le accuse sono di omicidio stradale plurimo, omicidio colposo, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, rimozione dolosa di strumenti per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, falso.
    Secondo gli investigatori della guardia di finanza gli allora vertici della società concessionario risparmiavano sulle manutenzioni in modo tale da avere più dividendi da distribuire ai soci. Per 51 anni, inoltre, sulla pila 9 (quella crollata) non sarebbero mai stati fatti lavori di manutenzione. Carenti anche i controlli, in alcuni casi del tutto assenti, e inadeguati. Se si fossero fatti i lavori, secondo l'accusa, il ponte non sarebbe crollato.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza