Tar discute ricorsi Aspi sul Morandi

Società contro nomina commissario Bucci e tre suoi decreti

È iniziata davanti al Tar della Liguria la discussione degli avvocati su quattro ricorsi presentati da Autostrade per l'Italia che chiedeva l'annullamento del decreto della presidenza del Consiglio di nomina di Marco Bucci a commissario per la ricostruzione del Ponte Morandi. Gli altri ricorsi riguardano decreti emessi dallo stesso Bucci. Aspi non aveva chiesto la sospensione dei lavori per non interrompere l'opera di demolizione e ricostruzione. I ricorsi hanno come oggetto anche l'annullamento delle modalità di affidamento dei lavori delle forniture e dei servizi di demolizione del ponte e della ricostruzione, in quanto avvenuti con una consultazione di mercato e non tramite gara. Ancora, Aspi contesta l'affidamento del project management al Rina e la consegna dei tronconi residui del tratto autostradale, fino alle gallerie, al commissario Bucci. Autostrade, nella sua battaglia legale, rivendica inoltre il diritto e il dovere di svolgere i lavori.

L'esclusione di Autostrade dalla ricostruzione del viadotto Morandi è incostituzionale. Di più. È una norma arbitraria che viola anche i diritti europei. Lo hanno sostenuto gli avvocati Luisa Torchia e Marco Annoni, legali di Aspi, durante la discussione sui ricorsi sul decreto Genova e i suoi effetti sulla demolizione e ricostruzione del ponte. "Ci si obbliga a non fare e a pagare - hanno spiegato i legali -. Si impone ad Aspi l'inadempimento. Nel decreto sono contenute misure sanzionatorie volte a punire Aspi senza che si sia svolto alcun procedimento che abbia accertato una eventuale responsabilità e che quindi abbia portato a queste sanzioni. Quella contenuta nel decreto è una norma ingiusta, irragionevole, illogica e ingiusta. In una sola parola norme arbitrarie".

Per l'avvocatura dello Stato, invece, "questa era l'unica soluzione possibile e il decreto non ha leso alcun diritto. La società forse aveva una aspettativa, ma non c'era alcun diritto a ricostruire il viadotto". La decisione dei giudici arriverà entro 45 giorni.
   

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