Scontrini: Marino, mai soldi pubblici

"Se sono ladro sono incapace di intendere e di volere"

(ANSA) - ROMA, 5 DIC -"Vorrei affermare con grande chiarezza che mai nella mia vita e nelle mie funzioni da sindaco ho utilizzato denaro pubblico per motivi personali". Lo ha ribadito oggi l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino al processo d'appello che lo vede imputato per il caso degli scontrini per 56 cene pagate con la carta di credito del Campidoglio e le consulenze della Onlus Imagine, da lui creata. "Nel 2014 - ha aggiunto rivolgendosi ai giudici della terza corte di appello - ho donato diecimila euro del mio salario alla città e non ho mai chiesto rimborsi per un incontro di lavoro con il presidente della Roma per la vicenda stadio e con il sindaco di New York Bill De Blasio". Marino ha anche ricordato di aver rinunciato alla carica di senatore ancor prima di diventare sindaco di Roma "lasciando oltre ottantamila euro nelle casse pubbliche". "Se sono un ladro - sono uno scemo e incapace di intendere e di volere". In primo grado Marino fu assolto dalle accuse di peculato, truffa e falso.
   

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