• Salvini gela Bertolaso: prima di decidere sento i romani

Salvini gela Bertolaso: prima di decidere sento i romani

Lui minimizza,un equivoco;a kermesse Rutelli gli altri candidati

I candidati sindaco si "sfidano" per la prima volta sul palco de "La Prossima Roma", la "Leopolda" in salsa capitolina organizzata da Francesco Rutelli. In cinque salgono sul palco, tra cui Alfio Marchini, Roberto Morassut e Stefano Fassina. Roberto Giachetti si sfila. Assente, invece, Guido Bertolaso, impegnato tra l'altro a cercare di 'ricucire' con Matteo Salvini, che oggi ha annunciato un tour nelle piazze della Capitale per "raccogliere anche dai romani indicazioni su eventuali nomi" e che ha gelato l'ex capo della Protezione Civile spiegando che il nodo su Roma sarà sciolto solamente in un incontro "la prossima settimana" con Silvio Berlusconi.
    Bertolaso, dal canto suo, minimizza e rilancia. "Con Salvini c'è stato semplicemente un grande equivoco. Lui mi ha sempre ribadito: 'A Roma voglio vincere', quindi da questo punto di vista parliamo esattamente la stessa lingua". Ma a far da sponda alla corrente anti-Bertolaso arriva la proposta del leader dei Conservatori e Riformisti, Raffaele Fitto, che lancia le primarie del centrodestra per il 13 marzo. Iniziativa raccolta dal leader della Destra, Francesco Storace. "Spero che nel centrodestra - dice - si decidano ad accettare l'idea che il popolo si possa esprimere". Alla kermesse organizzata da Rutelli, l'ex sindaco ribadisce definitivamente che non si candiderà ma non chiude la porta all'ipotesi di presentare una lista civica. "Darò una mano da volontario - spiega -. Mi sento uno dei tre milioni di cittadini romani oggi amareggiati, incavolati, insoddisfatti su come la città sta andando però non rassegnati. Roma o declina o torna a galoppare". All'ultimo appuntamento della kermesse rutelliana erano presenti quasi tutti gli aspiranti inquilini del Campidoglio. "Siamo venuti qui perché Rutelli è stato il primo sindaco ecologista, io sarò il secondo" dice Gianfranco Mascia, portavoce romano dei Verdi. Il primo a salire sul palco è stato Alfio Marchini, che oggi ha incassato l'appoggio anche dell'Area Popolare (Ncd-Udc) per voce della deputata Paola Binetti. "Sono convinto - dice rivolgendosi al commissario romano del Pd, Matteo Orfini, in platea - che i partiti hanno bisogno di un'autocritica ma soprattutto di ossigenarsi con la società civile". Subito dopo è il turno di Roberto Morassut, ex assessore della giunta Veltroni e deputato del Pd. Per lui le questioni-priorità che il nuovo sindaco di Roma dovrà affrontare sono la governance del Campidoglio e le risorse senza le quali la Città Eterna si trasformerebbe in un'"enorme area depressa".
    Sul palco anche Stefano Fassina, che annuncia per il 5 marzo, alla vigilia delle primarie del centrosinistra, la presentazione del suo programma partecipato. A chiudere il primo confronto Gianfranco Mascia e Domenico Rossi, candidato di Centro democratico. Roberto Giachetti, l'aspirante sindaco 'incoronato' da Matteo Renzi, si sfila ed evita il palco. Arriva, assiste per circa un'ora al dibattito e poi va via. Il mio programma? "Ancora non ce l'ho, neanche quello del Pd" replica a Fassina che in più occasioni ha sottolineato di non condividere né il suo programma né quello del Pd. Assenti invece i candidati del centrodestra: Francesco Storace, leader de La Destra, e Guido Bertolaso. L'ex capo della Protezione Civile fa sapere di avere "altri impegni", anche se in tanti parlano di una decisione presa per far piacere ai suoi alleati, non proprio contenti del suo esordio e delle parole sul tema rom. Per questo oggi prova a dare una sterzata a destra alla sua campagna elettorale dietro l'hashtag '#tolleranza zero contro il degrado', citando come esempio l'ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani. 

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