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Covid: Burlo Trieste individua primo caso pediatrico N439K

Covid

Covid: Burlo Trieste individua primo caso pediatrico N439K

Studio ricercatori Irccs, Università Trieste, Università Milano

TRIESTE, 11 febbraio 2021, 10:40

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il virus Sars-Cov-2 si sta evolvendo per cercare di superare la risposta degli anticorpi e comincia a circolare più diffusamente anche nei bambini. Lo certifica uno studio dell'Università di Trieste e Irccs "Burlo Garofolo" di Trieste in collaborazione con l'Università di Milano che ha identificato il primo caso pediatrico della mutazione "N439K" in una bimba di Trieste che aveva una elevata carica virale.
    Nell'ambito delle varianti geniche si teme una diffusione anche in Italia di quelle inglese (British B.1.1.7 variant), sudafricana (South African variant B.1.351) e brasiliana (Brazilian B.1.1.28.1 variant) con un "ruolo chiave" nel resistere agli anticorpi sierici e verso alcuni anticorpi monoclonali, utilizzati nei cocktail a scopo terapeutico.
    L'Irccs "Burlo Garofolo" è un osservatorio privilegiato nel monitoraggio del Covid-19 nei pazienti pediatrici. Durante la seconda ondata sono stati osservati in alcuni bambini elevate carica virali, con livelli mai riscontrati. Secondo Manola Comar, professoressa di microbiologia dell'Università degli Studi di Trieste, presso l'Irccs-Burlo Garofalo, si è sospettata "una maggiore capacità del virus di infettare questa fascia di popolazione", considerando comunque che "i bambini sembrano possedere una parziale protezione al Covid -19 dovuta a una maggiore esposizione rispetto agli adulti, ad altri coronavirus umani". Nello specifico, l'analisi di un frammento virale "Receptor Binding Domani", svolta dall'equipe dai professori Pasquale Ferrante e Serena Delbue, virologi dell'Università di Milano, ha identificato mutazioni in due bambini che avevano cariche virali molto elevate e in uno di questi casi con mutazioni nucleotidiche, di cui una "N439K".
    Questo dato dimostra, secondo gli scienziati, che il virus mutato è penetrato anche in una fetta della popolazione, finora, poco esplorata. E anche che il Covid-19 per i bambini è una malattia benigna nella stragrande maggioranza dei casi.
   

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