Mittelfest: Pahor, abituiamoci a idea Europa a più velocità

Presidente della Slovenia, mantenere identità in Ue unita

(ANSA) - CIVIDALE DEL FRIULI (UDINE) - "Ci sono poche persone davvero entusiaste di un'idea di Europa a più velocità, ma credo dovremmo accoglierla ed adattarci, perché è l'unico modo per tenere assieme Paesi che hanno molti punti in comune, ma anche molti divari che non possono o non vogliono superare". Lo ha detto oggi il presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, aprendo la 26/a edizione del Mittelfest a Cividale del Friuli.
    Intervistato dal direttore de La Stampa, Maurizio Molinari, Pahor, convinto europeista, ha evidenziato come tra le nazioni slave, Slovenia compresa, ci siano preoccupazioni "sul mantenimento della propria identità, anche linguistica". In Slovenia, ha evidenziato, "vedo segni storici che nei prossimi anni potrebbero aprire un dibattito sul ruolo del Paese e sulla sua collocazione" rispetto al blocco franco-tedesco o ai paesi dell'Europa centrale. Tuttavia, ha aggiunto, "sono pronto ad affrontare la sfida di mostrarci capaci di mantenere tale identità in un'Europa unita". Secondo Pahor, le diffidenze sul mantenimento di una visione europeista forte vanno ricercate nella crisi dei migranti, rispetto alla quale il presidente della Slovenia ha riconosciuto "il valore morale dell'Italia" e al contempo la necessità che tutti i paesi si facciano carico di una quota di migranti, nel nome di una solidarietà europea. "Dopo le elezioni in Germania e già all'inizio del prossimo anno, assisteremo ad un'iniziativa congiunta di Parigi e Berlino volta a rafforzare la prospettiva europea, spazzando via i timori di una retorica antieuropeista".
    La presidente della Regione Debora Serracchiani, che ha assistito alla conversazione pubblica, ha poi evidenziato la strategicità delle infrastrutture, tema centrale anche nel corso del summit di Trieste su Balcani occidentali, durante il quale, ha ricordato "sono state prese decisioni importanti, dal momento che, per far parlare i popoli e mettere assieme le genti, servono collegamenti anche infrastrutturali". (ANSA).
   

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