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Medico arrestato a Bologna per l'omicidio della moglie

Medico arrestato a Bologna per l'omicidio della moglie

Donna morì nell'ottobre 2021, il marito le somministrò farmaci

BOLOGNA, 12 aprile 2023, 06:31

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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E' stata eseguita un'ordinanza della misura cautelare in carcere, nei confronti di un medico 64enne bolognese, indagato per l'omicidio della moglie, risalente al 31 ottobre 2021, e per i reati di peculato e detenzione illecita di farmaci psicotropi.
    Il provvedimento, richiesto dalla Procura ed emesso dal Gip, è stato eseguito sabato scorso. Dopo il decesso della donna, una 62enne, gli accertamenti medico-legali e le indagini hanno permesso di chiarire le cause della morte e di ricondurle alla somministrazione dolosa da parte del marito di due farmaci, una benzodiazepina e un anestetico ospedaliero.

   Il medico arrestato si chiama Giampaolo Amato, 64 anni, specializzato in oftalmologia e medicina dello sport e già medico sociale della Virtus Pallacanestro, dal 2013 al 2020. La moglie, anche lei medico, si chiamava Isabella Linsalata ed era specialista in ginecologia e ostetricia. Fu lo stesso marito, il 31 ottobre 2021, a chiamare il 118 dicendo di avere trovato la donna priva di sensi nel letto del loro appartamento in via Bianconi. I sanitari constatarono il decesso, inizialmente attribuito a cause naturali. I successivi accertamenti tossicologici e le indagini coordinate dalla Procura hanno invece portato a ipotizzare che la morte sarebbe stata provocata, secondo l'accusa, dalla somministrazione dolosa da parte del marito di due farmaci, una benzodiazepina e un anestetico ospedaliero. Durante le stesse indagini sarebbe emerso che già alcuni anni prima la donna potrebbe essere stata oggetto di altre somministrazioni di benzodiazepina a sua insaputa, che si suppongono riconducibili al marito e mai denunciate, e che le avevano causato episodi di malessere e di narcolessia. Il medico 64enne, che nel primo interrogatorio dopo l'arresto si è avvalso della facoltà di non rispondere, è difeso dagli avvocati Gianluigi Lebro e Cesarina Mitaritonna: i legali hanno già fatto ricorso al Tribunale del Riesame, impugnando l'ordinanza di custodia, e sono in attesa della fissazione dell'udienza.

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