Caso Fabbri-Panigalli alla Consulta

Il tribunale di Sorveglianza solleva questione di legittimità

Finisce alla Consulta il caso di Mauro Fabbri, il 58enne ferrarese condannato per il tentato omicidio dell'ex compagna Lucia Panigalli e in seguito assolto da un secondo tentato assassinio della donna, in ipotesi d'accusa ordinato mentre era in carcere. Nel frattempo Fabbri è uscito, dopo aver usufruito di 570 giorni di liberazione anticipata. Ora il tribunale di Sorveglianza di Bologna, chiamato a decidere sulla richiesta, avanzata dal sostituto Pg Valter Giovannini di revoca del premio, ha sollevato questione di legittimità costituzionale della legge sulla liberazione anticipata, per la parte in cui non prevede che possa disporsi la revoca del beneficio anche nel caso di assoluzione ai sensi dell'articolo 115 del codice penale, quando cioè l'accordo per un reato non si concretizza, qualora sia stata disposta l'applicazione di una misura di sicurezza.

Questo, per il tribunale, contrasterebbe con gli articoli 3 e 27 della Costituzione. Della vicenda Fabbri-Panigalli si è occupata recentemente anche la trasmissione Porta a Porta con una coda polemica perché la donna, ospite in studio, si era detta "offesa" per come era stata trattata da Bruno Vespa
   

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