30mila senza luce tra Bologna e Reggio

Enel al lavoro per ripristino, entro la notte previsto per 70%

(ANSA) - BOLOGNA, 14 NOV - Sono ancora circa 30mila le persone rimaste senza energia elettrica per il maltempo, di cui 26mila in provincia di Bologna e gli altri nel Reggiano. Il dato è fornito dall'Enel, che sta proseguendo il lavoro per il ripristino del servizio nelle zone colpite ieri da raffiche di vento e neve, che hanno provocato la caduta sulle linee di diversi alberi.
    Le squadre della società e-distribuzione, informa Enel, hanno lavorato tutta la scorsa notte per riparare i guasti ed entro la prossima si prevede di ripristinare il servizio per il 70% dei clienti disalimentati; per gli altri il rientro è previsto per domani, salvo casi isolati per aree non raggiungibili. Nel Bolognese i comuni più colpiti sono Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Loiano, Castiglione dei Pepoli, Castel d'Aiano e Monghidoro. E-distribuzione ha già messo in campo 200 gruppi elettrogeni ed è proprio grazie ad ad alcuni questi che è stata garantita, fa sapere l'Ausl, la fornitura negli ospedali di Porretta, Vergato e Loiano.

L'acqua, invece, per gli ospedali di Porretta e Vergato, viene attinta dalle scorte di emergenza, mentre a Loiano è fornita da autocisterne fatte arrivare appositamente. A scopo precauzionale a Porretta e Vergato sono stati rimandati i nove interventi chirurgici programmati, mentre sono state garantite tutte le urgenze e le emergenze e il resto dell'attività ordinaria. A Loiano è stata sospesa solo la seduta dialitica del mattino e i due pazienti prenotati sono stati trasferiti al centro Dialisi dell'ospedale Bellaria di Bologna
La mancanza di elettricità crea disagi anche per gli animali sull'Appennino bolognese, come segnala Coldiretti, secondo cui diverse stalle di Loiano, Monghidoro, Monterenzio e Monzuno non hanno potuto mungere o refrigerare latte di alta qualità, di cui buona parte è destinata a produrre il parmigiano reggiano.
"Si è ripetuta una situazione analoga al 2015, quando centri abitati e stalle rimasero senza luce anche per tre giorni. Di quell'esperienza - scrive l'associazione bolognese in una nota - molte stalle hanno fatto tesoro organizzandosi per essere autonomi e acquistando generatori di corrente in grado di far funzionare mungitrici e refrigeratori di latte. Ma si tratta di investimenti notevoli (circa 15.000 euro), che non tutte le stalle sono in grado di affrontare, per cui le stalle meno grandi si trovano nell'impossibilità di mungere e conservare il latte, con notevoli problemi per gli animali e per il reddito aziendale, che in queste zone disagiate non è alto. Chi invece non ha fatto tesoro dell'esperienza del 2015, sono gli enti che gestiscono la manutenzione delle linee elettriche".
   

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