Caliendo,lascio dopo tentata aggressione

Nel club gialloblù 'ho investito da solo tantissimi soldi'

(ANSA) - MODENA, 6 OTT - "Pieno di rabbia, ma convinto di aver preso la decisione giusta. Spero solo che a chi mi succederà sarà permesso lavorare e fare il meglio per la squadra, perché per me non è stato così". Antonio Caliendo, ex procuratore di Roberto Baggio e David Trezeguet, si accomiata così da Modena, dopo aver ceduto il club di serie C all'ex presidente del Varese, Aldo Taddeo.
    Caliendo, da oggi dunque ex patron del club gialloblù, in un'intervista all'ANSA parla della decisione presa anche, se non soprattutto, a seguito della tentata aggressione da parte alcuni tifosi "armati di spranghe e bombe carta" avvenuta quando si trovava, martedì sera, all'interno della sede del Modena: "dopo quello che è successo continuare sarebbe stato impossibile - dice -. Pensate, io non mi sento modenese, eppure ho investito, da solo, tantissimi soldi nella società e ho fatto di tutto affinché non fallisse. Sono altri, che stanno intorno alla squadra, che hanno fatto di tutto per vederla fallita, per vederla cancellata dal calcio". . Il Modena, alla settima sconfitta in sette giornate, è fanalino di coda e non ha più uno stadio di casa, il 'Braglia', dopo che il Comune ha firmato lo sfratto a seguito di "gravi inadempienze". Caliendo ha trattato la cessione fino agli ultimi giorni anche con l'architetto Carmelo Salerno, prima di cedere la società, appunto, a Taddeo.

   Ora, ha proseguito l'ex patron del Modena riferendosi al nuovo proprietario, Taddeo, "spero che lo lascino lavorare. Perché è un professionista serio che si affida a persone serie. Io sono una persona per bene, non ho mai fregato nessuno, ho fatto tutti gli sforzi possibili per la squadra, ma c'è chi ha remato contro tutto il tempo". Quindi, ha argomentato ancora Caliendo, "sono sollevato, ma anche preoccupato per la squadra. I giocatori hanno recentemente chiesto un incontro al sindaco di Modena volevano capire che cosa sta succedendo con la questione dello stadio. Il Comune ha negato loro questo incontro, ma lo stesso sindaco si è però fatto fotografare in mezzo ai tifosi con la maglia 'Caliendo vattene'". L'ex numero uno del calcio modenese, poi, rivolge nuove bordate all'architetto Salerno, dopo la fallita trattativa, lo stesso che nei giorni scorsi ha annunciato una querela nei suoi confronti per le recenti dichiarazioni rilasciate. "Lui - scandisce - dovrebbe chiedere scusa ai giocatori del Modena, a tutti loro. Per mesi ha fatto finta di essere interessato, ma gli importava esclusivamente di capire quando avremmo portato i libri in tribunale (il Modena ha chiesto il concordato proprio pochi giorni fa, ndr). La sera della tentata aggressione - aggiunge Caliendo - era venuto in sede con un contratto già pronto. Ci sono testimoni: l'allenatore Ezio Capuano e anche la nostra contabile, ad esempio. Il mio commercialista ha chiesto di cambiare due clausole e lui se n'è andato dicendo che avrebbe dovuto pensarci. Come ha fatto per mesi. Sapete dov'è andato dopo? A una cena col sindaco. E sapete chi c'era fuori ad aspettarlo? Alcuni tifosi. E a loro ha detto 'no, non abbiamo ancora chiuso'. Poi la tentata aggressione". Conclude l'ex patron del Modena, "io sono stato vittima di un clima da intimidazione ed estorsione. Chiedo che la magistratura indaghi su questo. Spero, anche, che non accada lo stesso a Taddeo, me lo auguro e per questo sono preoccupato per la squadra. Se domenica il Comune aprirà lo stadio? Io dico di no. Spero solo che rinvieranno il match e che al contrario non arrivi un'altra sconfitta a tavolino, voluta da 'loro', da chi vuole affossare il Modena calcio".


   

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