Gallo nero sempre più 'green', 62% ha certificazione bio

Sondaggio su buone pratiche tra cantine del Chianti Classico

Redazione ANSA FIRENZE
(ANSA) - FIRENZE - Il Gallo nero diventa sempre più 'green': a dirlo un sondaggio del consorzio del Chianti classico su un campione di 115 aziende, circa un terzo delle cantine socie, dal quale emerge che il 62% delle realtà ha una certificazione biologica o è in fase di conversione. Le prime certificazioni, spiega una nota, risalgono alla fine degli anni '90, e negli ultimi 5 anni sono state numerose le aziende che hanno richiesto tale percorso. La tendenza 'verde' riguarda anche l'utilizzo di componenti chimiche per trattare i vigneti che, dichiarano i produttori, è limitato ben al di sotto le soglie limite imposte dalla Ue, e in alcuni casi è del tutto eliminato, a favore di metodi alternativi. Il sondaggio effettuato dal consorzio evidenzia anche l'importanza del tema della sostenibilità: quasi il 70% delle cantine mette in atto buone pratiche di gestione del suolo come l'inerbimento, e una su tre sfrutta fonti energetiche alternative come pannelli solari e impianti fotovoltaici. Non sono rari i casi in cui l'energia viene prodotta anche utilizzando le biomasse tramite appositi impianti, e frequente pratica è il compostaggio del materiale organico di scarto, per esempio della potatura, delle fecce e delle vinacce. "Vinitaly è la vetrina per eccellenza del vino italiano, - afferma Carlotta Gori, direttore del consorzio Chianti classico - e il fatto che il salone dedichi una sua sezione alle produzioni biologiche, è la riprova che esiste un forte interesse del pubblico per questa tipologia di prodotto.

Ma per il Chianti classico il rispetto e la tutela del territorio sono qualcosa di più. La viticoltura biologica e quella sostenibile non sono solo scelte produttive ma atteggiamenti verso la terra che custodiamo".

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