Cia, paese fermo, con piano agroindustria 100 mila posti

Scanavino, futuro è territorio, subito reti e infrastrutture

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 16 AGO - "L'agricoltura in controtendenza cresce per livelli di produzione e occupazione ma il paese è fermo e per farlo ripartire serve un piano che lo doti di infrastrutture e reti adeguate. A partire dai territori". Non ha dubbi Dino Scanavino, leader della Confederazione italiana agricoltori che con in un colloquio con l'ANSA sottolinea priorità e urgenze per un settore che nel 2018 ha avuto un valore della produzione di quasi 60 miliardi di euro e lancia le proposte degli agricoltori per un piano agroindustriale strutturato che, spiega, "potrebbe creare fino a 100 mila nuovi posti di lavoro generando Pil e ricchezza".

Si tratta, spiega Scanavino, di "un intervento straordinario di tutela, manutenzione e gestione sostenibile del Paese, recuperando gli enormi ritardi infrastrutturali e puntando sulla centralità dell'agricoltura", con un piano, "Il paese che vogliamo'' che dal 2 settembre fino al 2020 la Cia presenterà con un road show in tutta Italia.

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