/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Twitter blocca 41% fake news, Facebook il 76%

Twitter blocca 41% fake news, Facebook il 76%

Studio, 59% delle bufale sono notizie manipolate, 38% inventate

ROMA, 09 aprile 2020, 12:56

Redazione ANSA

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

- RIPRODUZIONE RISERVATA
- RIPRODUZIONE RISERVATA

Nella lotta alla disinformazione sul Covid-19, Facebook e YouTube se la cavano meglio di Twitter. Uno studio dell'università di Oxford e del Reuters Institute ha preso in esame 225 post, sottoposti a fact checking e giudicati falsi: il 59% di questi post è rimasto indenne su Twitter, che è riuscita quindi a bloccare o comunque a etichettare come bufala solo 4 fake news su 10 (41%). YouTube ha fermato il 73% dei post; Facebook il 76%, lasciandone passare circa 1 su 4 (24%).

Da gennaio a marzo, il numero di controlli sulle notizie in circolazione (in lingua inglese) è aumentato del 900%, si legge nello studio. Nel merito delle fake news, per il 59% si tratta di notizie spesso vere che vengono manipolate, distorte, ricontestualizzate e rielaborate, mentre il 38% sono inventate di sana pianta. Sui social, tuttavia, a circolare di più sono le notizie manipolate, che danno vita all'87% delle interazioni, mentre le notizie completamente inventate rappresentano il 12%.

Guardando alle fonti della disinformazione, le notizie provenienti da politici, celebrità e altre figure di spicco costituiscono il 20% delle bufale prese in esame, ma danno vita al 69% del coinvolgimento sui social. Quanto ai contenuti, la categoria più presente (39%) riguarda dichiarazioni manipolate o inventate in merito ad azioni e norme di autorità pubbliche, compresi rappresentanti dei governi e autorità internazionali come l'Oms e l'Onu.   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza