/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Scoperta una nuova forma di Alzheimer, legata a un gene

Scoperta una nuova forma di Alzheimer, legata a un gene

Potrebbe portare a strategie di prevenzione e terapie su misura

07 maggio 2024, 12:51

di Benedetta Bianco

ANSACheck

Mutazioni del gene Apoe sono considerate il fattore di rischio più grande per l 'Alzheimer a insorgenza tardiva (fonte: freepik) - RIPRODUZIONE RISERVATA

È stata scoperta una nuova forma della malattia di Alzheimer legata ad una variante del gene Apoe, già noto per il ruolo che gioca nell’insorgere di questo disturbo: secondo il gruppo di ricercatori guidato dall’Istituto di Ricerca Biomedica dell’Ospedale della Santa Croce e San Paolo di Barcellona, la variante chiamata Apoe4 non costituisce solo un fattore di rischio per la malattia, come le altre varianti dello stesso gene, ma una forma ben distinta di Alzheimer. Questa scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Medicine, potrebbe portare alla messa a punto di strategie di prevenzione e terapie su misura. 

L’Alzheimer a esordio precoce, che colpisce le persone già tra i 30 e i 60 anni, è causato da mutazioni che riguardano i geni App, Psen1 e Psen2, mentre le malattia tardiva, che si presenta di solito dopo i 65 anni, è legata a varianti di geni diversi. Tra questi ultimi, il gene Apoe è quello considerato come il fattore di rischio più grande, che aumenta notevolmente la probabilità di sviluppare la patologia. Alla lista delle varianti pericolose di questo gene si aggiunge ora Apoe4, indagato dai ricercatori guidati da Juan Fortea e Víctor Montal.

Gli autori dello studio hanno utilizzato i dati provenienti da quasi 3.300 donatori di cervello e da oltre 10.000 pazienti americani ed europei, tra i quali anche diverse centinaia di persone che presentano la mutazione Apoe4. I risultati indicano che coloro che hanno questa variante per entrambe le copie del gene (ogni gene è presente in due copie collocate sui due filamenti di Dna), hanno un rischio molto maggiore di sviluppare l’Alzheimer. Inoltre, in questi individui, i segni clinici della malattia si manifestano già intorno ai 65 anni, dunque in anticipo di 7-10 anni rispetto a ciò che avviene con altre varianti del gene Apoe.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza