[an error occurred while processing the directive] Irccs Negrar primo ospedale italiano a produrre radiofarmaci - Sanità - Ansa.it
/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Irccs Negrar primo ospedale italiano a produrre radiofarmaci

Irccs Negrar primo ospedale italiano a produrre radiofarmaci

Autorizzato da Aifa per radiofarmaci diagnostici sperimentali

ROMA, 22 settembre 2022, 14:38

Redazione ANSA

ANSACheck

Fabbrica di radiofarmaci al Negrar - RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabbrica di radiofarmaci al Negrar - RIPRODUZIONE RISERVATA
Fabbrica di radiofarmaci al Negrar - RIPRODUZIONE RISERVATA

Per l'Alzheimer e il Parkinson, oltre che per molte forme tumorali, sono in arrivo nuovi radiofarmaci per migliorare la sopravvivenza e la sicurezza dei pazienti. A studiarli e produrli sarà anche l'Irccs "Sacro Cuore Don Calabria" di Negrar, primo ospedale in Italia ad avere ottenuto dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) la certificazione GMP (Good Manufacturing Practices) per la produzione di radiofarmaci sperimentali per gli esami Pet.
    L'autorizzazione dell'Aifa arriva nell'ambito della collaborazione scientifica con l'azienda italiana Itelpharma. La Radiofarmacia dell'Irccs Negrar, diretta da Giancarlo Gorgoni, diventerà a tutti gli effetti una "fabbrica di radiofarmaci" in grado di produrre i traccianti non solo per la propria Medicina Nucleare, come è avvenuto fino ad oggi, ma anche per tutto il territorio nazionale e per conto dell'azienda radiofarmaceutica Itelpharma che si occuperà della commercializzazione.
    L'attività mira a mettere una 'lettera scarlatta' sulle cellule malate per localizzarle esattamente e intervenire in modo più accurato, ma anche per combinare insieme diagnosi e terapia e colpire sempre più selettivamente le lesioni tumorali.
    L'avvio della produzione, previsto a fine autunno, è subordinato alla partenza di uno studio clinico sperimentale, sponsorizzato da Itelpharma e coordinato dalla medicina nucleare dell'Irccs di Negrar, di cui faranno parte ospedali come il Policlinico Tor Vergata di Roma e l'Irst Dino Amadori - Irccs di Meldola. 

"I radiofarmaci diagnostici sono molecole utilizzate per gli esami Pet, che contengono un isotopo radioattivo. Queste molecole si legano a bersagli specifici nel corpo e l'isotopo fa da tracciante, marcando e 'illuminando' come una lampadina le lesioni anche in ambiti non oncologici", spiega Giancarlo Gorgoni, direttore della Radiofarmacia del Negrar. "Con la certificazione Aifa - aggiunge - potremo produrre esclusivamente radiofarmaci sperimentali, cioè non ancora in commercio, e composti dalla molecola radioattiva Fluoro 18. Inizieremo con il 18F-JK-PSMA-7 che negli studi preclinici e nei successivi studi pilota ha consentito una diagnosi accurata dei carcinomi della prostata".

Il prossimo step, dichiara Anna Tolomeo, site manager di Itelpharma, "sarà abilitare l'Officina farmaceutica del Negrar alla produzione di radiofarmaci con l'Autorizzazione Immissione in Commercio, pronti quindi per poter essere immessi sul mercato. "Il valore di una 'officina radiofarmaceutica' all'interno di un ospedale - conclude Gorgoni - è dato proprio dalla possibilità di proporre o aderire a studi con radiofarmaci sperimentali che in futuro potrebbero diventare commerciali e quindi a disposizione di tutti".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza