Pronto Soccorso, per il 50% degli italiani escamotage per accesso a cure

Quando non si trova una risposta dalla medicina territoriale

Redazione ANSA ROMA

 Oltre la metà degli italiani in lista d'attesa (10,6 milioni) ha vissuto, almeno, un'esperienza di accesso al Pronto Soccorso - che, in generale, ha riguardato quasi un terzo della popolazione adulta, pari a 14,5 milioni di persone -, registrando, nel 20,7% dei casi, ulteriori attese, in media tra le 3 e le 10 ore prima di essere visitati. Concorre ad alimentare questo problema, l'uso improprio del Pronto Soccorso stesso, che diventa in diversi casi un escamotage per accedere più rapidamente alle prestazioni sanitarie. Emerge dal 16° Rapporto annuale "Ospedali & Salute 2018", presentato oggi in Senato, promosso dall'Associazione Italiana Ospedalità Privata (AIOP) e realizzato dalla società Ermeneia - Studi & Strategie di Sistema. Oltre il 50% degli italiani ricorre ai dipartimenti di emergenza quando non trova una risposta dalla medicina territoriale; mentre, in più di 1 caso su 4, tenta, direttamente, la strada del Pronto Soccorso come soluzione per ridurre i tempi di accesso a visite, accertamenti diagnostici e ricoveri, con tutte le conseguenze negative che ne derivano rispetto all'affollamento degli ospedali, costretti a far fronte a un numero crescente di pazienti, in molti casi senza avere le risorse e gli strumenti adeguati. Il 28,2% di coloro che vi si sono recati nell'ultimo anno, lo ha fatto in presenza di un disagio non grave; mentre il 6,9% lo ha fatto per la mancata reperibilità del medico di famiglia, per l'insorgere del problema di salute fuori dall'orario di visita o nel fine settimana. A causa dell'afflusso eccessivo e delle attese che ne derivano, il 24,4% degli utenti lamenta una scarsa soddisfazione del servizio di Pronto Soccorso, percentuale che sale al 36% nel Mezzogiorno.
   

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