Un italiano a capo della Federazione europea cura gengive

Prof. Graziani, è ora di 'riportare la bocca dentro l'organismo'

Redazione ANSA ROMA

E' un italiano, ma dal curriculum internazionale, il nuovo presidente della Federazione Europea delle Società di Parodontologia. Professore di ordinario di Parodontologia all'Università di Pisa, professore onorario all'Università di Hong Kong e visiting professor presso la celebre University College of London, Filippo Graziani è il terzo italiano a ricoprire questo incarico, ma il primo da un quindicennio a questa parte. Il suo obiettivo, spiega metaforicamente, "è riportare 'la bocca dentro l'organismo'" In alcuni Paesi europei, come quelli scandinavi, la cura delle gengive è parte integrante dei modelli sanitari. In altri invece, come l'Italia, pur se abbiamo tra i migliori specialisti al mondo, è essenzialmente condotta da professionisti privati, fatto salvo per alcuni ospedali universitari. "Un po' ovunque però - sottolinea - è ancora considerata una specialità d'élite, ed è poco conosciuta da clinici e cittadini". Obiettivo di Graziani, da pochi giorni alla guida della Federazione che riunisce 16mila membri di circa 30 società scientifiche di parodontologia, è, pertanto, quello di migliorare la comunicazione con il mondo medico e con la popolazione generale.
    "Le gengive sane sono lo specchio di un organismo sano. Per anni, invece, - spiega - si sono curati solo i denti. E' necessario investire di più sulla comunicazione con i cittadini, attraverso app, media e social media, per diffondere una cultura della salute della bocca".
    Altro importante fronte di impegno è proseguire sulla strada di un miglioramento della comunicazione fra clinici. "Grazie alla collaborazione con la Federazione Internazionale del Diabete è stata di recente riconosciuta, anche dai diabetologi, l'importanza della cura delle gengive per migliorare questa malattia". Mentre la collaborazione con la World Heart Federation "ha permesso di illustrare ai cardiologi la relazione, confermata da studi scientifici, tra malattie cardiovascolari e salute orale". In sintesi, conclude l'esperto, "l'obiettivo è far sì che, quando un medico visita un paziente, si ricordi di fare domande come: ha gengive gonfie o che sanguinano? ha denti che dondolano? Sono infatti informazioni che possono accendere un campanello d'allarme". 
   

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