Coronavirus: vittime over 60, ma medico morto a 34 anni

Galli, "Dipende da come ognuno è attrezzato geneticamente"

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - Il decorso peggiore della malattia causata dal nuovo coronavirus riguarda gli over 60 con patologie croniche, stando ad uno studio pubblicato su Lancet relativo a 99 contagiati assistiti in un ospedale di Wuhan e a un report messo a punto dagli esperti cinesi su altri 450 casi. Tuttavia Li Wenliang, l'oftalmologo che oltre un mese fa aveva lanciato l'allarme - inascoltato - proprio da un ospedale di Wuhan dove lavorava, su sette casi dalle caratteristiche simili alla Sars, è morto a 34 anni. Quindi anche persone giovani e sane possono essere uccise dal virus 2019-nCoV. È del 31 gennaio la notizia di un primo bambino contagiato in Germania figlio di un dipendente della ditta Webasto che era stato già contagiato.
    Oggi tra i 5 nuovi contagi registrati in Francia, tutti britannici, uno è un bambino. E poi c'è il caso, riferito dai medici del Wuhan Children Hospital, di una donna, affetta dal coronavirus, che ha dato alla luce un bambino il 2 febbraio scorso. Il piccolo, sottoposto al test sul coronavirus è risultato positivo dopo 30 ore dalla nascita.
    "Ognuno di noi risponde all'infezione in modo diverso, a seconda di come è attrezzato immunitariamente, geneticamente", risponde l'infettivologo Massimo Galli dell'Università di Milano-Ospedale Sacco. "La reazione individuale alle infezioni è completamente differente per ognuno di noi, quando la patologia ha la meglio sul paziente vuol dire che la risposta immunitaria è stata o insufficiente o eccessiva", spiega l'esperto.
    Ma ecco come si presenta la malattia e come viene individuata.
    "I sintomi sono assolutamente identici a quelli dell'influenza, il virus 2019-nCov inizialmente non è riconoscibile e si palesa come banale e mite anche quando successivamente può svilupparsi in patologia importante e grave", dice Galli. E ancora: "La gravità varia da persona a persona e il decorso, stando ai primi studi pubblicati, può essere diverso. Sui 99 casi di cui parla Lancet, il 17% ha sviluppato una polmonite grave, l'8% ha avuto una seria insufficienza respiratoria, l'82% la tosse". Il tampone faringeo - spiega - si esegue quando la persona con sintomi sospetti ha la febbre e viene o è stata a contatto con persone provenienti dalla zona dell'Hubei. "Qualora il tampone risulti positivo si procede al ricovero nei centri deputati: il paziente viene trasportato con misure idonee in una struttura idonea". L'infettivologo quindi risponde sulla cura: "I pazienti vengono trattati con terapia supportiva. Questo significa con respirazione assistita se necessario, idratazione e mantenimento dell'equilibrio elettrolitico se necessario. Gli antibiotici sono inutili, perché curano solo la polmonite batterica e il nuovo coronavirus, appunto, è un virus. Per il momento non ci sono altri farmaci da usare". (ANSA).
   

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