Dueruote lancia l'allarme sicurezza per i guardrail

'Troppo onerosi i crash test per barriere salva motociclisti'

Redazione ANSA ROMA

La rivista Dueruote, specializzata in moto e scooter, sul numero di luglio, in edicola da oggi, lancia un allarme sicurezza. Secondo il mensile della Domus, nonostante il decreto del Ministero dei Trasporti che disciplina l'obbligo di installazione dei guardrail per moto sia stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il provvedimento rischia di rimanere disatteso a causa dei costi ''troppo onerosi dei crash test'' necessari per le omologazioni richieste dalla legge.

Il dettato normativo, ricorda la rivista, differenzia le tipologie di guardrail su cui le barriere 'salva motociclisti', le cosiddette DSM, possono essere installate: sui quelli messe in opera dal 1992 al 2011 si possono montare senza ulteriori verifiche, sempre che la struttura risponda a determinati requisiti, in assenza dei quali deve essere sottoposta nuovamente a prove di crash test, cioè di verifica del comportamento agli urti. Stesso discorso per le barriere marcate CE, installate dopo il 2011, per cui, ricorda il giornale "i DSM possono essere applicati senza ulteriori verifiche, solo se un organismo notificato esprime una valutazione positiva su tale barriera. Proprio questo passaggio - viene sottolineato dalle colonne del periodico - rappresenta un ostacolo importante per il compimento della norma: ogni prova di impatto richiede infatti una spesa che va dagli 80 ai 100 mila euro, importo che quasi nessuna azienda produttrice di DSM in Italia oggi può̀ permettersi di sostenere". Alla luce di queste considerazioni, Dueruote auspica che vengano presi a breve provvedimenti che permettano al più presto di rendere più sicure per i centauri le strade del Belpaese. Al riguardo, il giornale formula due suggerimenti per i politici: un intervento statale tramite il provvedimento 'sblocca cantieri' oppure che "si guardi oltre confine, in Spagna, dove un sistema di deroghe consente di allargare la platea dei guardrail da rinnovare senza obbligare il produttore a fare alcun crash test".

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