Società & Diritti

Il vocabolario del Pride, le parole fondamentali per parlare consapevole

Da Lgbtqi a queer

Brazil Gay Pride Parade © AP
  • Redazione ANSA
  • 24 giugno 2019
  • 14:16

50 anni dai moti al Greenwich Village di New York al pub Stonewall Inn che diedero poi origine al movimento di liberazione omosessuale. Ogni anno a giugno in tutto il mondo si tengono manifestazioni per tenere viva la memoria e continuare a sensibilizzare sul tema. In occasione delle manifestazioni legate alla Pride Week e a sostegno dei movimenti LGBT, Babbel, la app per imparare le lingue online, vuole dare il proprio contributo alla sensibilizzazione su questo tema con un piccolo vocabolario sui termini da sapere. Babbel non è nuovo a questi temi: l’azienda incoraggia la Diversity, uno dei suoi pilastri fondanti, programma periodicamente e internamente The Stranger Talks tra i suoi 750 collaboratori di oltre 50 nazioni, e di diverse etnie, religioni e orientamenti sessuali. Uno degli incontri più recenti, tenuto da un membro del team di didattica, ha trattato la neutralità di genere nel linguaggio e come l’inclusione sia fondamentale. Questi appuntamenti sono inoltre un’occasione per trattare anche di temi personali, come le difficoltà che un dipendente transessuale ha avuto nel processo di cambiamento ufficiale di sesso.

Ecco una lista delle parole fondamentali da conoscere per poter parlare in modo informato e consapevole del Gay Pride e del mondo LGBT.

LGBT(QI)
L’acronimo LGBT, usato in Italia a partire dagli anni ’90, generalmente indica chiunque non si identifichi come eterosessuale e, letteralmente, significa “Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali”. In tempi più recenti, all’acronimo sono state aggiunge la lettera Q per indicare i queer (coloro i quali non si sentono descritti dalle “etichette” esistenti) e la I per descrivere la categoria degli intersessuali (le persone i cui cromosomi e caratteri sessuali non sono definibili né come maschili né come femminili).

Cisgender (cisessuale) / Transgender (transessuale)
È cisessuale (o cisgender) la persona che si sente a proprio agio con il genere sessuale assegnato alla nascita. La cisessualità si verifica quindi quando i caratteri sessuali corrispondono all’identità di genere dell’individuo.
Al contrario, l’individuo transessuale non vive la stessa concordanza e la sua identità sessuale non corrisponde alla sua identità di genere. Questa condizione, indicata dalla psichiatria come “disforia di genere”, porta in genere alla transizione tra i due sessi attraverso terapie ormonali, psicoterapiche e chirurgia estetica e ricostruttiva.

Queer
Il termine “queer” che, letteralmente, in inglese significa “strano, stravagante”, viene usato in questo ambito per indicare una persona che non si identifica strettamente nelle principali categorie e che, in generale, si trova in disaccordo con le “etichette”, non ritenendole complete a descrivere la complessità della propria identità sessuale.

Pride
Anche conosciuto con il nome completo “Gay Pride” (orgoglio/fierezza gay), il “Pride” promuove una serie di atteggiamenti e iniziative (cortei, manifestazioni, campagne di sensibilizzazione) che hanno come scopo finale quello di ribadire la bellezza della diversità sessuale e il concetto che l’orientamento e l’identità sessuali sono presenti fin dalla nascita nell’individuo e sono, di conseguenza, innati.
Il simbolo del “Gay Pride” è la famosissima bandiera arcobaleno.

 

  • Redazione ANSA
  • 24 giugno 2019
  • 14:16

Condividi la notizia