Moda

Tessuti, cromie e stampa ma la sfida è la sostenibilità

Scannavini (Ice), Italia 2/o esportatore mondiale abbigliamento

Milano Unica © Ansa

Il settore del tessile-abbigliamento riveste grande importanza economica per l'Italia. "Con oltre 400.000 addetti, 47.000 aziende, l'Italia è il secondo esportatore mondiale di articoli di abbigliamento" dice Michele Scannavini, Presidente dell'Agenzia ICE.  Milano Unica, rassegna internazionale dei tessuti e vetrina d'eccellenza per il Made in Italy, racconta di nuovi stili, nuovi mercati e si lanciano nuovi trend, prima di tutto quello della sostenibilità, vera e propria sfida per il settore. La fiera, che ha un ruolo di guida per tutto il settore del tessile abbigliamento con la 26/ma edizione, aperta alla Fiera di Milano a Rho, fa registrare un rilevante incremento di 51 espositori di qualità portando il totale a 416 aziende e a una crescita a doppia cifra (+14%). L'offerta è arricchita poi dai 34 espositori selezionati dell'Osservatorio Giappone e dai 20 dell'Osservatorio Corea per un totale di 470 imprese tessili selezionate. Per la prima volta un'area è dedicata ai prodotti certificati ecosostenibili. 

La sostenibilità sta diventando una scelta concreta, di coscienza e di consapevolezza industriale. Per il settore tessile essa non rappresenta solo un’opportunità di sviluppo, in risposta a un mercato sempre più sensibile ed esigente in tal senso, quanto piuttosto una necessità imprescindibile. Dal risparmio dell’acqua e delle risorse energetiche, all’attenzione alle materie prime fino ai processi produttivi, tutto implica una gestione aziendale ecocompatibile: sono scelte da cui non si può prescindere e che coinvolgono l’intera filiera produttiva. Le proposte al centro dell’Area Tendenze di Milano Unica vanno esattamente in questa direzione, con la presentazione di tessuti e accessori realizzati attraverso procedimenti ecosostenibili certificati.

    "Il Salone conferma il suo ruolo di evento leader internazionale dell'eccellenza tessile-accessori con un'ampia offerta e in un clima di congiuntura economica positivo - ha detto inaugurando la rassegna il presidente di Milano Unica Ernesto Botto Poala - Oggi possiamo affermare che l'industria tessile per le collezioni donna ha acquistato un'importante dimensione di forza in un contesto di alta gamma, che l'uomo si conferma con le migliori collezioni di stagione e che gli accessori si presentano ancora nella variegata e composita offerta di qualità". "La vera sfida oggi è gestire in modo armonico sostenibilità e sviluppo, approccio digitale e cultura artigianale, la tradizione del tessile italiano con le nuove tendenze - ha detto il sottosegretario allo sviluppo economico Ivan Scalfarotto.

In questa edizione Primavera/Estate 2019 le aziende espositrici di Milano Unica hanno dimostrato un rinnovato interesse verso la sperimentazione, non solo dal punto di vista decorativo, quindi nei ricami e nelle stampe, ma anche nella ricerca tessile avendo la sostenibilità come progetto finale. Tecniche di filatura originali e moderne sono state utilizzate nell’interpretazione dei trends. Le aziende sono state molto attente alla ricerca colore e, pur seguendo le cartelle proposte, hanno dato un contributo originale. Lo studio dei materiali, dei filati, dei disegni e delle lavorazioni è un elemento centrale di questa edizione, dove modernità e tradizione si incontrano in una visione tessile equilibrata ed organica.  Stefano Fadda e la Commissione Stile di Milano Unica li raccontano così. 

Nel tema Acqua, la gamma cromatica gioca tra i blu e i verdi delle profondità, rivoluzionati dal giallo tecnico delle attrezzature subacquee.
Le righe micro, macro e alternate sono protagoniste indiscusse, sviluppate su materiali naturali con finissaggi idrorepellenti o sostenuti che ricordano il mondo nautico, ma anche su basi finissime e molto ricche come quelle da camiceria.
I film rivitalizzati da toni sofisticati sono stati proposti termosaldati, impunturati e nelle lavorazioni double, per rispondere alla tematica della idro-repellenza e della traspirabilità.
Le stampe presentano disegni ironici e pittorici, tra astrattismi ed elementi descrittivi.
I ricami sono dinamici e proposti con trasparenze, applicazioni e accenti luminosi.
Gli jacquard sono stati reinventati in damascati fantasia dai toni lurex, su diversi pesi, tutti estremamente ricchi e sontuosi.
Il denim è stato interpretato nelle tonalità del blu profondo e nelle sfumature del verde acqua, in diversi pesi e armature.
Il mondo marino è stato celebrato dalle reti a maglia larga gommate, naturali e finissime e dagli chiffon scintillanti.
I nastri, come dettagli sfarzosi, lavorati finemente, presentano filati lucidi e giochi di cromie vivaci, tra leggerezze e costruzioni elaborate.
Le corde finissime e oversize, presentano intrecci particolari e spaziano tra tonalità classiche a degradè sfumati.
Le applicazioni sono fantasiose e molto elaborate: perle, castoni paillette vengono utilizzate nella descrizione del mondo subacqueo.
Le zip sono state proposte in tonalità decise e colpiscono sia per le nastrature termosaldate, con applicazioni di film o rigate, che nelle nuove galvaniche multicolor.

Nel tema Aria i celesti leggeri, i verdi cangianti e gli arancioni spaziali accentuano i fuxia boreali e i rosa sofisticati esprimendo un’estetica futurista.
I rasi, le mussole e i popeline di questo tema stupiscono per il colore in una visone glam tra giochi di lucidi e opachi.
Le lavorazioni sono elaborate e caratterizzate da fili flottanti e trame fantasia.
La camiceria è stata proposta con stampe lucide oniriche multicolori.
Troviamo un’interessante proposta di “all-over” di paillette da micro a macro e di applicazioni luminose e ricami.
Le stropicciature rinnovano il plisse e le macro applicazioni floreali stravolgono i tulle.
La tridimensionalità è protagonista di questo tema sia nelle nastrature ingabbiate in materiali plastici trasparenti che nelle applicazioni a rilievo.
I pizzi sono stati arricchiti da piume, accenti luminosi o nuove lavorazioni crochet iridescenti.
I nastri vivono tra leggerezze impalpabili, luminescenze, decori di paillette cangianti e jacquard sfilacciati multicolor.
Vortici di chiffon sfumati diventano motivo sulle applicazioni.
Le zip richiamano il mondo cibernetico con effetti specchio e siderali.

Il tema Terra è stato interpretato attraverso cromatismi neutri, con accenti vulcanici e sovrapposizioni tono su tono.
I disegni della cultura masai, come i check e le disegnature geometriche sono state desaturate e proposte nella camiceria in tonalità lievi e sabbiose.
Troviamo molti disegni tribali sugli jacquard e nei ricami arricchiti da lavorazioni primitive come sfrangiature, fil coupé e stramature.
Le stampe sono state interpretate nelle tinture a più livelli, che ricordano le stratificazioni della pietra, con marezzature, sbiancature ed effetti gesso.
Grosse trame e macro crochet arricchiscono la proposta.
I filati sono aridi nell’aspetto ma dalle mani morbidissime, abbiamo riscontrato un’interessante proposta di lini e cotoni con finissaggi super soft.
I nastri, clinici nei colori, sono ricchi nelle tecniche ed esibiscono ricami, sfrangiature, stramature e intrecci.
Le applicazioni sono caratterizzate da pietre e castoni opachi, ma anche da tech-tattoo metallici su basi in tulle.
Le piume in questo tema sono un elemento importante in quanto descrivono decorativismi arcaici e sorprendono con marezzature “tie and dye”.
Le zip spaziano tra tirazip oversize in galvaniche metalliche ma opache a nastrature dai toni neutri in materiali naturali.

 

 

  • Redazione ANSA
  • RHO (MILANO)
  • 06 febbraio 2018
  • 21:32

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